14 Febbraio 2008

In cinque Regioni alt ai rincari

La spesa delle famiglie. Dopo l`iniziativa delle Marche molti Governatori del Nord preferiscono non intervenire
In cinque Regioni alt ai rincari
Solo Lazio, Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia pronte a misure sui prezzi

L`iniziativa delle Marche sui “prezzi bloccati“ divide le Regioni, con un Centro-Nord più dubbioso (Lombardia a parte) e un Sud compatto nel giudicare positivamente l`operato del Governatore Spacca (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). “La Lombardia si era già mossa in ottobre – spiega il presidente Roberto Formigoni – con un`azione a favore delle famiglie e delle fasce deboli“. Un programma che prevede in oltre mille punti vendita il blocco dei prezzi fino a un anno per generi alimentari come pasta, riso, latte e salumi. “Non credo sia opportuno che la Regione si spenda contro i rincari – controbatte il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso – perché si rischia che per tenere bassi i prezzi ne soffra la qualità. Vogliamo invece diffondere prodotti locali che valorizzino la filiera territoriale“. “Nelle Marche sono stati bravi, però non sono d`accordo visto che si va contro le regole del mercato “, fa sapere Elena Donazzan, assessore all`istruzione della Regione Veneto con delega alla tutela del consumatore. Che continua: “Le difficoltà di rifornimento di un negozio in un paesino di montagna non possono essere le stesse di un negozio di città, quindi il prezzo cambia“. La Regione Veneto ha approvato in dicembre il programma “Qualità-prezzo“, per il quale sono stati stanziati 400mila euro. Il punto di partenza è stato individuare un paniere di alimenti base come pane e pasta in collaborazione con Unioncamere Veneto. Anche Luis Durnwalder, presidente della Provincia autonoma di Bolzano, è scettico sull`iniziativa marchigiana: “Non può funzionare – dice – perché tocca gli equilibri del mercato e più che bloccare i prezzi sono necessari interventi che riequilibrino forza d`acquisto del cittadino e imposizioni fiscali. Sindacati e imprese dovrebbero mettersi attorno a un tavolo e discutere sugli stipendi, troppo bassi per l`attuale costo della vita “. Il governatore della Toscana, Claudio Martini, è più interlocutorio: “Non si può essere contrari a una sperimentazione che vada verso la tutela degli interessi dei cittadini. Ma ogni sperimentazione va valutata sul medio e lungo termine. Anche la Toscana sta per avviare un progetto di controllo dei prezzi, solo che il nostro va in un`altra direzione: quella della trasparenza nel rapporto consumatore- impresa “. Partendo dal Lazio è tutto un coro di sì. Il presidente Piero Marrazzo: “Abbiamo visto il caso Marche ma anche il Lazio si sta muovendo. Dai primi di marzo partirà il progetto che prevede un controllo capillare dei prodotti di largo consumo. Il monitoraggio coinvolgerà 60 punti vendita della grande distribuzione, diffusi sul territorio regionale. I prodotti sotto controllo sono 40 e l`obiettivo è evitare speculazioni“. Ai governatori del Sud piace il blocco dei prezzi, ma le iniziative vanno in ordine sparso: mentre Campania, Calabria e Basilicata hanno mosso i primi passi verso la direzione presa dalle Marche, altrove c`è ancora poco o nulla di concreto. La Giunta di Agazio Loiero vede con favore il “congelamento“ voluto dal governo marchigiano e nell`autunno scorso aveva avviato un`iniziativa analoga, che però ha dato scarsi risultati. “L`intenzione era quella di indicare un paniere di beni sui cui prezzi imporre il blocco – spiega il governatore della Calabria – ma non ha avuto successo perché sia la Gdo, sia le organizzazioni dei commercianti si sono dichiarate contrarie. Tuttavia, non ci abbiamo rinunciato e andiamo avanti“. Il dipartimento delle Attività produttive della Calabria sta ora lavorando a fianco delle associazioni dei consumatori per costituire gruppi d`acquisto “aggirando“ il muro delle organizzazioni di categoria. L`esempio marchigiano ha suscitato l`interesse dell`Osservatorio regionale di monitoraggio dei prezzi al consumo della Basilicata, che si è riunito ieri: “Nonè stato argomento all`ordine del giorno, ma sull`iniziativa delle Marche abbiamo avviato una prima interlocuzione“, fa sapere Vincenzo Folino, presidente dell`Osservatorio. “L`iniziativa della Marche va nella giusta direzione“, commenta il governatore della Campania, Antonio Bassolino: “Quest`anno abbiamo istituito la Consulta regionale dei consumatori e degli utenti di cui fanno parte, oltre alla Campania, anche i rappresentanti di Anci, Upi e Unioncamere“, mentre nei prossimi mesi dovrebbe essere istituito l`Osservatorio regionale dei prezzi, oltre a un portale per i consumatori. Se in Puglia la Giunta di Nicky Vendola non sembra ancora “in campo“ contro il caro-vita, in Sicilia, dove il Codacons proprio nei giorni scorsi aveva chiesto ai commercianti di ridurre i prezzi del 10%, la giunta del presidente facente funzione, Lino Leanza, si mostra favorevole al “patto“ marchigiano. Ma il governo transitorio del dopo dimissioni di Cuffaro si occupa di affari correnti. Più dei prezzi, ora è bloccata l`attività amministrativa. R.E. (Hanno collaborato Erminia Della Frattina, Marco Ferrando, Katy Mandurino, Orazio Vecchio) IL CASO LOMBARDIA Già in vigore da ottobre un`azione a favore dei nuclei familiari più bisognosi con prodotti “bloccati“ in mille negozi.

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