3 Giugno 2007

In centro negozi aperti anche senza permesso

Nessuna deroga per il 2 giugno: "Il Comune ci vuole chiusi pure a Ferragosto"

FRANCAVILLA. I negozianti di viale Nettuno in rivolta contro la chiusura obbligatoria del 2 giugno. Nella giornata di ieri, in barba al calendario comunale per le aperture festive in deroga, gran parte dei commercianti del centro cittadi-no ha tenuta aperta la propria attività; infischiandosene dei verbali di contravvenzione minacciati dai vigili urbani che hanno sollecitato gli operatori a chiudere i negozi. Unici autorizzati a stare aperti erano i negozi di ferramenta, barbieri e parrucchieri. "Il Comune non ci ha mai fatto pervenire una comunicazione ufficiale del calendario, pertanto noi abbiamo aperto così come abbiamo sempre fatto in passato nella giornata del 2 giugno", si difendono alcuni commercianti. "Non siamo disposti a ripetere l’esperienza del 1º maggio, quando in concomitanza con la festa di Santa Liberata e la Mostra del fiore, con il centro pieno di gente, siamo stati costretti a rimanere chiusi. Il bello è che quest’anno il calendario prevede la chiusura dei negozi anche per il 15 di agosto, in piena stagione balneare e nel mezzo delle feste patronali di agosto". "Questo è un fatto molto grave", lamenta Patrizia Nunziato, presidente dell’associazione "Francavillacentrale" e titolare del negozio "Hobos". "Non ho mai ricevuto l’ordinanza del sindaco. In queste giornate di grande punta per le vendite, siamo sempre stati aperti. Inoltre, come presidente dell’associazione, non sono mai stata interpellata dal Comune per approvare questo calendario". "E’ una vergogna per una città di mare tenere chiusi i negozi il 2 giugno", aggiunge Rosanna Francioso di "Lecocò". "Il Comune dovrebbe cercare di incentivare il commercio delle piccole attività già costrette a fare i conti con la concorrenza dei centri commerciali, che sono sempre aperti". "E’ un controsenso: Francavilla è una città turistica ma i negozi devono rimanere chiusi. Non se la situazione sia più tragica o più comica", osserva Nicoletta Astrologo del gruppo Del Re. "Non saremo a Riccione, ma in una località balneare i negozi dovrebbero stare aperti tutti i giorni già da marzo. L’amministrazione ci invita a fare delle belle vetrine e a investire sulle attività e poi non ci consente di lavorare". "Non avendo ricevuto comunicazioni, avevamo detto ai nostri clienti che oggi saremmo rimasti aperti come in passato. Chiudere significherebbe perdere credibilità", aggiunge Lucia Di Rocco di "Primi Vezzi". "Siamo arrabbiati contro il Comune che non fa nulla per noi. Se il viale è bello è perché ci sono i nostri negozi". "La legge regionale prevede 31 aperture annuali in deroga e il Comune ha definito il calendario 2007 accogliendo integralmente quanto richiesto dalle associazioni Confesercenti, Confcommercio, Codacons, Francavillacentrale, Confrancavilla e altre", ribatte l’assessore alle Attività produttive Nicola De Francesco. "Una frangia di commercianti vorrebbe rivoluzionare ciò che la categoria ha richiesto fin dall’inizio. Non si possono attribuire al Comune colpe che dipendono solamente da una frattura presente all’interno dei commercianti". Oggi, invece, tutti i negozi sono autorizzati ad aprire.

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