In capannone gestito da cinese giocattoli e accessori “taroccati”
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fonte:
- La Sicilia.it
Non si ferma la lotta alla contraffazione da parte dei militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Catania, che nel corso dell’ennesimo servizio condotto alla Zona industriale hanno sequestrato oltre 270.000 mila «pezzi» tra giocattoli (privi del marchio Ce) ed accessori abilmente taroccati, tutti provenienti dalla Cina, denunciando anche un cittadino cinese per frode in commercio, introduzione e vendita di prodotti con marchi falsi e contrabbando. Secondo i Baschi verdi, che in verità hanno agito anche ai margini della Zona industriale e, nel caso specifico, sulla strada statale 114, tale materiale stava per essere immesso nei circuiti commerciali della Sicilia e, in particolar modo, in quelli del catanese. Era da settimane che le Fiamme gialle battevano la pista che poteva portare a questo capannone, ciò fino a quando, grazie ad appostamenti e pedinamenti, non hanno intercettato una serie di mezzi di trasporto condotti da cittadini cinesi, che si recavano in quel capannone. Che, per inciso, al fine di non insospettire nessuno, non era segnalato da insegne di alcun genere. Anzi, per poterlo raggiungere era necessario percorrere anche una strada sterrata. Cosa che hanno fatto anche i militari, che quando hanno fatto irruzione hanno trovato un numero incredibile di scatoloni, tutti provenienti dalla Cina, il cui contenuto – pupazzetti, peluche, trottole, aquiloni, calamite giocattolo, cubo di Rubik e via discorrendo – era sprovvisto di marchio Ce. In parole povere, i giocattoli erano non conformi e quindi potenzialmente pericolosi. Non è finita qui. Perché oltre ai balocchi, i Baschi verdi hanno trovato un numero consistente di accessori come portachiavi e cappellini riportanti il marchio delle grandi squadre di calcio italiane (Inter, Milan, Roma e Juventus) e inglesi (Manchester utd, Arsenal), anche in questo caso contraffatto. Pure questo materiale è stato sequestrato. Nell’occasione si è scoperto che il cittadino cinese era un perfetto sconosciuto al fisco, evasore totale, in quanto non possessore di partita Iva, mentre la merce non era accompagnata da alcun documento doganale che ne dimostrasse il pagamento dei relativi tributi. In merito a tale operazione, Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, ringrazia la Guardia di finanza per l’importante lavoro svolto e richiama l’attenzione sulla gravità del fatto, visto che si calcola che ogni anno siano 90.000 gli incidenti causati dai giocattoli. Da sottolineare anche l’intervento di Claudio Melchiorre, presidente Adoc e già rappresentante del Consiglio Nazionale dei Consumatori a Bruxelles, il quale, pur complimentandosi con le Fiamme gialle, sottolinea che «il problema resta», poiché i controlli alla fonte non sono sufficienti. «Il marchio Ce – prosegue – è un’autodichiarazione di conformità alle leggi comunitarie che non prevede alcun controllo specifico da parte di un qualsiasi organismo. E’ ovvio che questo non aiuta i consumatori a capire cosa non è nocivo e cosa lo è. E’ quasi più facile fare le cose in modo pseudo legale con una dichiarazione di conformità fasulla che falsificare il marchio CE o ometterlo. Questo è il guaio. Ora ci vuole la soluzione». Melchiorre ha poi ricordato che l’associazione europea dei consumatori specializzati nell’armonizzazione normativa e i marchi, l’Anec, ha più volte sollecitato la riforma del marchio CE o la sua abolizione.
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