In calo ad aprile la fiducia di imprese e consumatori italiani
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fonte:
- Milanofinanza.it
di Paola Valentini Peggiora ad aprile l’indice di fiducia di consumatori e imprese. Secondo le stime Istat il primo diminuisce e passa da 117,5 a 117,1 e il secondo flette da 105,9 a 105,1. Il lieve calo del clima di fiducia dei consumatori è essenzialmente dovuto all’evoluzione negativa della componente personale e di quella corrente (da 109,3 a 108,0 e da 115,1 a 114,0 rispettivamente); invece, il clima economico e quello futuro mantengono una dinamica con intonazione lievemente positiva rispetto allo scorso mese (da 141,9 a 142,6 e da 121,1 a 121,3).
In particolare, rileva l’Istat, “per le imprese manifatturiere si registra un netto peggioramento delle attese sugli ordini, che segue il lieve calo già rilevato a marzo”. Dopo la crescita registrata nella seconda metà del 2017, infatti, l’indice del clima di fiducia del settore manifatturiero “sembra essere entrato in una fase di stasi nei primi mesi di quest’anno pur conservando una sostanziale tenuta dei livelli produttivi confermata anche dalla dinamica del grado di utilizzo degli impianti”.
Nel dettaglio, l’Istat stima che il clima di fiducia cali nel settore manifatturiero (da 108,9 a 107,7) e nei servizi (da 107,2 a 106,4). Molto marcata è la flessione registrata nel commercio al dettaglio (da 105,0 a 97,5) mentre per il settore delle costruzioni si rileva un deciso aumento (da 132,6 a 135,2).
Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia, l’istituto segnala che “nel comparto manifatturiero peggiorano i giudizi sugli ordini e le attese sulla produzione in presenza di scorte di magazzino giudicate in decumulo”. Nel settore delle costruzioni, si registra “un diffuso miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle aspettative sull’occupazione”.
Per quanto riguarda i servizi, “l’evoluzione negativa dell’indice di fiducia riflette un peggioramento dei giudizi sia sugli ordini sia sull’andamento degli affari”. Invece, le attese sugli ordini sono in miglioramento. Il deterioramento della fiducia nel commercio al dettaglio è principalmente trainato dalla grande distribuzione dove si stima una forte contrazione dei giudizi sulle vendite in presenza di aspettative che si ridimensionano solo parzialmente.
Secondo le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva e sugli ostacoli all’attività rivolte alle imprese del settore manifatturiero, nel primo trimestre del 2018 si stima una contenuta riduzione del grado di utilizzo degli impianti la cui stima decresce da 78,5% del trimestre precedente a 77,9%. La quota di operatori che segnala la presenza di ostacoli all’attività produttiva rimane sostanzialmente stabile (da 21,5% al 22%). Tra questi, scende la quota di imprese che segnala come ostacolo all’attività l’insufficienza della domanda e i vincoli finanziari.
“Si tratta di una preoccupante battuta d’arresto che potrebbe avere effetti negativi sui consumi delle famiglie già in fase fortemente critica”, spiega il presidente di Codacons Carlo Rienzi, “é di tutta evidenza che il calo della fiducia per consumatori e imprese è diretta conseguenza del clima di incertezza politica che caratterizza il nostro Paese, e dell’assenza di un Governo a quasi due mesi dalle elezioni”.
Sono “aspetti che influiscono sulle aspettative delle famiglie e addirittura ne modificano il comportamento economico, perché ad una minore fiducia sul futuro e sulla propria situazione personale corrisponde una contrazione dei consumi ed un rinvio degli acquisti a tempi migliori, con effetti negativi per l’economia nazionale”, conclude Rienzi.
La vede diversamente Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: “I dati non sono così negativi. La buona notizia, infatti, è che l’incertezza politica non ha influito sulla fiducia dei consumatori, visto che migliorano sia il giudizio che l’attesa sulla situazione economica dell’Italia. Inoltre migliorano anche il giudizio e l’attesa sulla situazione economica della famiglia, ossia i valori che hanno maggiore influenza sui consumi futuri”.
“Preoccupa, invece, il crollo delle opportunità di acquisto di beni durevoli, che passa da -42,7 a -48,5, un indice di come sia ancora impossibile per le famiglie acquistare prodotti costosi” conclude Dona. Intanto è in calo anche la fiducia delle imprese francesi, che secondo quanto riferisce l’agenzia statistica nazionale Insee, si è attestata a 109 punti ad aprile, al di sotto dei 110 di marzo. Il dato ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura invariata a 110 punti.
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