18 Maggio 2003

IN BARBA AL PALO




SE è ancora così vivo il ricordo di Juve-Real `61, pur con il retrogusto amaro della sconfitta, come Claudio Gorlier ha testimoniato su queste colonne, chissà per quanto tempo il miele di quest`altra trionfale edizione allieterà il palato di chi l`ha vissuta. L`eccezionalità dell`impresa, in rapporto al valore assoluto dell`avversario, la apparenta a quella che nella storia del calcio italiano in Europa era sino a ieri il match di riferimento: Inter-Liverpool 3-0 del `65. Là una rimonta che pareva impossibile dallo 0-2 dell`andata, tentata e portata a termine con una partita di pragmatica perfezione. Qui, grazie anche ad un punteggio di partenza meno sfavorevole, il gusto supplementare di una lezione ai professori di questi anni. Molto diversi tra loro: ma i due capolavori in assoluto nella storia delle marce di avvicinamento alle finali continentali.
RIVIVERE. Peccato che il fascino, il richiamo, la voglia di Juve-Milan abbiano rimosso sin troppo in fretta una serata non facilmente ripetibile. Giusto per gli attori, che hanno già altro a cui pensare, forse un po` meno per i fruitori: è così bello indugiare in questi casi, ripensare, rivivere, ricostruire. La ricerca del migliore in assoluto, per esempio. Praticamente impossibile per l`altra sera (chi tra Buffon, Thuram, Zambrotta, Del Piero?), già più praticabile sull`arco dei centottanta minuti. E allora da una parte Buffon, per la disinvoltura assoluta, per la sicurezza disarmante con cui ha fatto sembrare normali anche le parate che non lo erano: trasmettendo ulteriore fiducia ai compagni e, forse, un pizzico di frustrazione agli avversari. E dall`altra Ronaldo, per aver trasformato in oro quel poco che gli è capitato a tiro. E` incredibile come, così grosso rispetto a un tempo, così limitato in quegli spostamenti laterali che erano l`arma in più del suo repertorio, riesca ugualmente a essere imprendibile. Tenuto conto degli handicap, sembra ancor più fenomeno di quanto non fosse ai suoi bei dì.
SPIEGARE. Il fatto che – per contro – nei centottanta minuti milanesi i migliori siano stati Gattuso da una parte e Javier Zanetti dall`altra, spiega il gap tecnico e spettacolare tra le due semifinali più di mille discorsi. Inspiegabile invece, più dell`uso smodato di Recoba, più dello stiramento accusato anche da un ragazzino come Martins (l`unico non stirato di stagione è il preparatore atletico), resta il fatto che nemmeno gli arbitri stranieri, sulla falsariga dei colleghi nostrani, si decidano una buona volta a prendere la targa a Materazzi.
VIETARE. Va in cerca di spiegazioni anche il Codacons, l`associazione in difesa dei consumatori, a proposito della pubblicità al settimanale Controcampo ancora una volta strillata a più riprese dai telecronisti Mediaset. «Senza – si legge nell`esposto al garante delle telecomunicazioni- che in sovraimpressione comparisse la scritta ??Messaggio promozionale??». Possibile che al Codacons ignorino che è vietato vietare?

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