22 Gennaio 2005

«In Aula voteremo per il mandato a termine»

Discussione nel Consiglio dei ministri per ripristinare nel ddl il ruolo del Governatore di Bankitalia. La Lega: ha privilegi da Papa

Verso l?emendamento salva-Fazio

E il ministro Maroni rilancia: «In Aula voteremo per il mandato a termine»






Roma. Il governo è pronto a ripresentare in aula gli emendamenti al ddl risparmio bocciati in commissione, che ripristinano la situazione attuale sul mandato del Governatore e sui poteri di vigilanza di Bankitalia sul sistema bancario. Di questo si è parlato anche al Consiglio dei ministri, ma gli esponenti della Lega al governo dicono «no» all?idea di lasciare all?inquilino di Palazzo Koch «un privilegio che hanno solo i Papi». E anche l?opposizione preannuncia che non intende fare sconti. Nella mattinata di ieri il voto dell?altro ieri alle commissioni Finanza e Attività produttive della Camera è stato ampiamente commentato alla riunione del Consiglio dei ministri. Al termine, il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione ha dato come «probabile» la presentazione in aula di due emendamenti del governo che eliminano il mandato a termine del governatore e il trasferimento da Bankitalia all?Antitrust dei poteri di vigilanza sulla concorrenza nel sistema bancario, temi che semmai andrebbero affrontati «in altra sede» e «con soluzioni diverse». Sulla stessa lunghezza d?onda anche i ministri di An, Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno. La vigilanza va tenuta in capo all?Istituto di via Nazionale, ha spiegato Gasparri, unico in grado di evitare «scalate straniere» alle banche italiane.
Non così la pensano i ministri del Carroccio, e non hanno esitato a farlo sapere. «In aula – ha detto Roberto Maroni – ribadiremo la nostra posizione favorevole» al mandato a termine del Governatore, il quale ha insistito sul fatto che il Carroccio «è nettamente contraria alle monarchie assolute, soprattutto a vita, con l? unica eccezione del Papa». Posizione questa confermata, anche in termini lessicali, dal ministro per le riforme Roberto Calderoli.
E, autorevolmente, ha detto la sua anche l?ex commissario europeo alla Concorrenza, Mario Monti, il quale ha ricordato la sua posizione di sempre: il mercato creditizio va assoggettato all?Antitrust, pur sentendo la Banca d?Italia. Assai virulento poi l?intervento dell?Intesa consumatori: Fazio, con il suo mandato illimitato e con «privilegi dorati propri solo delle dinastie cinesi», rappresenta «la vergogna d?Europa», secondo l?Intesaconsumatori, che lo accusa di essere il «principale responsabile di malefatte bancarie e danni ai risparmiatori».
Ma l?Intesa consumatori non voterà in aula alla Camera, quando il ddl risparmio arriverà, presumibilmente tra due settimane. In quella sede si tratterà di vedere quale sarà la maggioranza, trasversale, che si determinerà: pro o contro il Governatore. Ieri uno dei due relatori, Antonio Saglia (An), ha ribadito il suo appoggio al testo approvato in commissione, ma con una postilla illuminante sui possibili sviluppi. «Io – ha spiegato – esprimerò la stessa posizione in aula. In ogni caso io sono uomo di partito, e se il partito mi chiederà di assumere una posizione diversa, seguirò le indicazioni».
Chi non intende sicuramente fare retromarcia è il centrosinistra. «Basta arrovellarsi su Bankitalia, non ci accontenteremo di una riforma piccola», ha detto Sergio Gambini, capogruppo Ds in commissione Attività produttive ed ex relatore al provvedimento. «Il diluvio di polemiche sul voto di ieri che mette Bankitalia in linea con le altre istituzioni europee – ha aggiunto – serve ancora di più a capire perchè questa legge sia stata paralizzata per tanti mesi».
Gambini e Mario Lettieri (Margherita) preannunciano poi di voler alzare la posta, riproponendo il ripristino del reato di falso in bilancio, su cui l?altro ieri la Cdl ha ritrovato la sua compattezza nell?esprimere un granitico «no».

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