28 Marzo 2014

In Aula solo 19 minuti 24 rinunciano al gettone

In Aula solo 19 minuti 24 rinunciano al gettone

I consiglieri di maggioranza e quelli del 5 Stelle rinunciano al gettone di presenza per la seduta del 17 marzo. In 24 hanno dichiarato – vedi foto qui a fianco – di non volere quell’ indennità: 104 euro lordi. Tutti, tranne i consiglieri del centrodestra. Un segnale, in parte, atteso. In chiusura di quei lavori, il capogruppo del Pd, Pierenrico Scaletteris, era stato molto severo: «Si è voluto un’ inutile seduta scaricando i costi (circa 8 mila euro) sulle spalle della comunità. Se intendete – ha aggiunto il capogruppo – convocare nuovamente consigli straordinari, prima di partecipare valuteremo l’ ordine del giorno che non dovrà essere inesistente come quello di stasera». Dello stesso avviso era stato il volontario del Codacons, Pierluigi Chiarla, presente tra il pubblico, che aveva lasciato su un tavolo all’ interno dell’ aula consiliare 13 monetine da 10 centesimi di euro, tante quante il numero dei consiglieri d’ opposizione presenti, come gettone di presenza per «un consiglio comunale inutile». «Un’ inutile operazione di facciata – commenta il consigliere Pdl, Maurizio Vuerli -. Se davvero vogliono i ridurre i costi della politica si metta meno ai compensi. Perchè non tagliamo le indennità di tutti, consiglieri, assessori e sindaco del 10 o 15 per cento. Invece di rinunciare a 104 euro lordi per un consiglio che invece andava discusso, si metta davvero mano ai costi». Il consiglio, come detto, era durato pochi minuti perchè secondo la maggioranza l’ ordine del giorno era «formulato in maniera troppo generica e tale da ingenerare dubbi e incertezze sugli argomenti oggetto della discussione». Di diverso avviso il leader del centrodestra, Adriano Ioan, che carte alla mano, compreso un parere della Regione, aveva annunciato ricorso al Tar e la segnalazione al prefetto. Quel giorno, la consigliera Paviotti a nome del Pd, Innovare e Sel aveva sollevato la questione pregiudiziale sulla trattazione dei punti all’ ordine del giorno. Paviotti aveva contesta la richiesta di convocazione presentata dal centrodestra perché, a suo avviso, riportava un elenco di temi «estratti dal cilindro senza mettere al corrente la maggioranza»: Ospedale Santa Maria della Misericordia, università, orchestra regionale, 25 aprile, regolamento per l’ esercizio sulle aree pubbliche, conferimenti degli incarichi professionali, crediti delle società sportive, giornata mondiale per l’ autismo, società partecipate e hospice». A nulla erano valse le proteste del centrodestra. (r.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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