In arrivo nuove denunce Per le indagini sulle Rsa parte la seconda fase
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fonte:
- la Repubblica
di Sarah Martinenghi Oltre sei mesi di indagini, un lungo elenco di fascicoli, tanti ancora in fase embrionale, ognuno con la sua catena di morti e contagi. E proprio adesso che la nuova ondata di Covid porta a nuovi esposti e denunce, si apre la ” fase due” della prima tranche di inchieste sulle Rsa. È quella che riguarda le consulenze tecniche: l’ intenzione dei pm che stanno facendo luce su eventuali responsabilità, è di affidare ad esperti il compito di capire come e perché alcune Rsa siano diventate cimiteri di anziani la scorsa primavera. La prima Rsa su cui sono già in corso valutazioni tecniche di questo tipo è la San Giuseppe di Grugliasco. L’ indagine è una di quelle, al momento, in stato più avanzato. Qui il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha affidato due diverse consulenze. Una riguarda le misure igienico sanitarie adottate dalla struttura, l’ altra quelle di prevenzione del Covid per capire le modalità di diffusione dei contagi. Era stata, del resto, una situazione eclatante, quella di Grugliasco, perché ad aprile erano morti la metà degli anziani e i parenti non erano stati informati della loro positività. Anche operatori socio sanitari e infermieri erano rimasti contagiati, lì come in molte altre strutture. C’ erano stati giorni in cui i carri funebri facevano la fila davanti all’ ingresso. Mentre i familiari, disperati, lamentavano di non avere notizie dei loro cari. La fase due dell’ inchiesta sulle Rsa punta a indagare, tramite le consulenze, su un duplice aspetto. Da un lato quello più tecnico, sulle misure adottate dal punto di vista della sicurezza del lavoro, dall’ altro quello sanitario: in questo caso a medici legali o epidemiologi sarà affidato il compito di chiarire le dinamiche di diffusione e contagio, e stabilire nessi di causalità con i decessi sulla base delle cartelle cliniche. Si tratta di un passo necessario per procedere, sulla base delle conclusioni degli esperti, alle iscrizioni nel registro degli indagati che ancora non ci sono state. Per quanto riguarda l’ rsa di Grugliasco, i periti nominati da Pacileo hanno già chiesto diverse proroghe, ma entro fine mese dovrebbero depositare i loro lavori. Non tutti i fascicoli sono allo stesso punto d’ indagine: alcuni hanno una contestazione di omicidio colposo, molti sono ancora rimasti in una fase embrionale senza reati, e in procura attendono gli esiti delle prime deleghe di indagine affidate alla polizia giudiziaria. Alcune Rsa hanno, in questi mesi, adottato molte più precauzioni per arginare il virus. E se, nonostante le cautele prese, si dovessero verificare nuovi cluster di contagi, potrebbe essere ancor più complicato dimostrare che, nei mesi di marzo e aprile scorso, si sarebbe potuta davvero evitare la circolazione del Covid tra pazienti e personale. In Procura si aspettano l’ arrivo di nuove denunce: al momento, per la seconda ondata, l’ unica rsa su cui è stato aperto un primo fascicolo, senza indagati e ipotesi di reato, è quella di Susa dove si sono verificati 106 casi di contagio. In questo caso era stata una segnalazione arrivata direttamente dai carabinieri a sollevare l’ interesse della magistratura. Mentre nei giorni scorsi il Codacons ha preannunciato un esposto, presentato in tutte le più grandi città, chiedendo di indagare e sequestrare tutti i documenti necessari a comprendere come sia stata gestita la seconda ondata dell’ epidemia. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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