30 Ottobre 2002

In arrivo la stangata per la Rc auto

I prezzi a Roma continuano a salire. Il paniere dei prodotti a costo fisso adottato dai commercianti non ha dato i risultati sperati. Il carovita è inarrestabile, anche se per Istat l`aumento medio mensile è solamente dello 0,2%. L`ormai consueta rilevazione periodica del «Corriere della Sera» è invece impietosa. I servizi sono sempre più cari. Una semplice cena in pizzeria, da San Lorenzo a Trastevere, ha ormai superato la soglia dei 15 euro e si avvicina alle 40 mila vecchie lire. Sale il prezzo delle chiamate dei tecnici riparatori. Costa sempre di più affittare una videocassetta. E anche sui generi alimentari i continui ritocchi incidono sempre di più sulla spesa. Qualche esempio? Il caffè in due mesi in molti bar è stato arrotondato da 0,62 euro a 0,65. La carne di vitella è aumentata. E, ancora, il pollo intero mediamente nei mercati romani è aumentato da 3,4 a 3,8 euro al chilo. Dall`inizio di agosto a oggi, il balzo è di oltre il 10%. Anche le uova sono sempre più care: sei pezzi freschi, qualità media, costano 1,5 euro, con un incremento del 15%. Ma – a dire il vero – non sappiamo se sia aumentato prima l`uovo o la gallina. I rincari non risparmiano neppure i prodotti che all`ingrosso costano sempre la stessa cifra. È il caso dei pomodori da insalata: dai fornitori oggi come ad agosto sono venduti a 0,8 euro al chilo. Ma sui banchi rionali sono saliti da 1,5 a 1,6 euro (»6,6%). I pomodori ciliegino sono di questi tempi carissimi: anche 7 euro al chilo, mentre all?ingrosso in due mesi sono volati da 0,93 a 2,3 euro al chilo. E poi c?è il caso della carote: ai mercati generale i prezzi sono fermi da oltre due mesi intorno a 0,3 euro al chilo, al dettaglio sono passati da 0,8 a 1 euro (»25%). «È chiaro che fra i negozianti c`è sempre chi fa il furbo», commentano i grossisti. «Non è vero», replicano i commercianti.
Una nuova stangata è comunque in agguato: riguarda le polizze rc auto. Secondo i consumatori da gennaio sono possibili aumenti anche del 15-20%. Fra i settori più colpiti c`è poi l?abbigliamento, almeno secondo Alberto Sera, della Uil di Roma e Lazio. «Il costo dei tessuti per abiti da uomo in un mese è salito di oltre il 9%. I rincari riguardano anche i generi finiti nel paniere dei prodotti calmierati». Una spirale difficile da spezzare perché – spiega Carlo Rienzi, del Codacons – «i negozianti appena possono aumentano i prezzi per rifarsi dell`inflazione che subiscono come consumatori».

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