4 Maggio 2020

In arrivo l’ app Immuni ma di fronte alla nuova tecnologia dubbi e preoccupazioni

«Per ora non scaricherei l’ app Immuni, ci sono ancora troppe incertezze in gioco». Aspetterò. Questa è la perplessità espressa da Umberto Torelli giornalista per il Corriere della Sera, il quale sottolinea la necessità di maggiori chiarimenti e garanzie riguardo la tutela della privacy e sicurezza dati. Manca ancora la certezza di un trattamento sicuro delle informazioni personali sul piano informatico e dell’ uso responsabile da parte dei gestori. Buone le intenzioni ci sono nel volere creare un’ app che ricostruisce e risale ai possibili contagi incontrati mentre ci muoviamo in luoghi pubblici. Ma sono due le osservazioni critiche da considerare – continua – La prima sui contenuti cioè non basta rassicurare in modo ge nerico i cittadini che i dati a fine anno verranno cancellati, chi ne garantisce l’ integrità senza vengano duplicati e finiscano in mani sbagliate? Bisogna rendersi conto che sul circoleranno le nostre informazioni sanitarie, sono troppo appetibili per hacker e malintenzionati che poi le possono rivendere a scopi di lucro. La secondo riguarda gli aspetti tecnici. Anche a Gps spento la tracciabilità è data dalla triangolazione delle celle telefoniche. – Infine, il rischio sulla tecnologia bluetooth – E poi l’ attivazione del Bluetooth rende facilmente “hackerabile” il cellulare a pochi metri di distanza da chi volesse catturare i nostri dati in memoria”. Umberto Torelli dagli anni ’90 si occupa di Ict, Internet, Mondo Edu cation e Lavoro con attenzione a trend tecnologici e nuove tendenze, ha visitato Paesi in Europa, Usa ed Oriente che ha riportato sul suo s i t o https://www.umbertotorelli.com. Sulla questione è intervenuto anche Roberto Celano: “Ho perplessità su quanti realmente la scaricheranno. Credo che essendo facoltativa non saranno molti ad utilizzarla atteso le perplessità legittime sulla privacy. Non sono tuttavia contrario se dovesse davvero essere utile a monitorare eventuali contagi e a limitare la diffusione del virus. Se è strumento ritenuto utile, insomma, per far ripartire le attività n sicurezza”. Un altro importante punto di analisi è stato svolto dal professore Enrico Marchetti, vice Presidente Nazio nale del Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’ ambiente e la tutela dei diritti e dei consumatori): “Sono decisamente contrario perché ancora di più i dati personali vengono poi affidati al e non si sa che fine faranno e per che scopo verranno usati. Senza contare che per un ricorso pensionati, ho contattato centinaia di persone e di queste solo il 10-15% sa usare il cellulare. Siamo preoccupati per la follia che potrebbe impadronirsi dei cittadini. L’ allerta è giusto che rimanga alta ma le restrizioni devono diminuire se no avremo un picco di depressioni e rischi di suicidi. Uscire, ma “adelante con jucio” di manzoniana memoria”. Valentina De Santis.

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