21 Ottobre 2014

In A3 la giungla dei limiti di velocità

In A3 la giungla dei limiti di velocità

Sono secchi come zampe di gru, somigliano a fenicotteri di metallo quei freddi, imbronciati rilevatori che ormai sono le pietre miliari dei nostri più ardui asfalti autostradali. Il loro nome sembra arabo o slavo, impronunciabile. Si chiamano Sicve e sono diventate il terrore degli automobilisti pendolari. Se fino a pochi anni fa sulla Napoli-Salerno si schizzava a 180 all’ ora e fino ancora al 2010 molte spie risultavano spesso spente, oggi questi ciclopi camuffati da fenicotteri, questi grandi fratelli laureati in matematica, rendono durissima la vita ai piloti più indisciplinati ma anche a studenti e lavoratori, che si vedono spesso piombare a casa multe salate per aver sgarrato di pochi chilometri orari. «I mezzi di controllo tecnologico in provincia di Salerno potrebbero fare ormai invidia alla California. Finalmente ci siamo americanizzati da un punto di vista buono», dice Enrico Marchetti del Codacons, che parla di una riduzione della ricorrenza di incidenti di almeno il 20%, lungo un tratto tradizionalmente considerato pericoloso, viste le curve e i restringimenti, viste le tante tragedie e i troppi tamponamenti. Il sistema Tutor al momento è installato sul 40% delle autostrade. Nel 2012 è entrato in funzione un meccanismo analogo, un cugino del Tutor, simile all’ antico Autovelox istantaneo: e si chiama come uno dei massimi poeti dell’ antichità nonché Tutor di Dante: Vergilius, nome che avrebbe fatto andare in sollucchero Mussolini e d’ Annunzio. A Salerno il Vergilius è installato all’ uscita per il centro e controlla chi viaggia a Sud del capoluogo. Sulla Napoli-Salerno è invece vigile il sistema Tutor, il rilevatore della velocità media. Il sistema è effettivamente attivo nei vari punti solo per poche ore al giorno. «E meno male – esclama Marco, studente a Fisciano – Se volessi sempre andare a 80 all’ ora impiegherei troppo, e considerati il traffico e i restringimenti, dovrei restare al volante 4 ore al giorno». «Non sono mica una corsara della strada – lamenta Sofia, impiegata – spesso le norme vengono applicate in maniera troppo rigida. La quota a favore del trasgressore pari al 5% mi sembra una presa in giro. Dovrebbe essere innalzata almeno al 15». La giovane si riferisce alla soglia di sicurezza che dovrebbe ovviare a lievi errori di rilevazione. «Non penalizziamo chi accelera per sorpassare in spazi brevi – spiegano dalla Polizia stradale di Salerno – La pistola laser risparmia chi compie un’ infrazione in maniera occasionale. Non appena il sistema di rilevazione scatta la foto, il cervellone elettronico verifica che la vettura sia assicurata, che sia sottoposta a revisione e che non sia soggetta a fermi giudiziari o sequestri. A questo punto il calcolatore incrocia le banche dati esistenti presso la motorizzazione civile e, in automatico, compila il verbale. «Attraverso la prova fotografica, poi, anche chi non indossa la cintura di sicurezza non avrà scampo», ricorda l’ ufficiale. A detta di molti utenti, però le incognite che possono condurre ad una multa sono davvero troppe: le tratte autostradali ispezionate dai Tutor variano arbitrariamente da 10 a 25 chilometri. Su un percorso assai anomalo per essere autostradale come quello che da Scafati va a Salerno, i limiti variano ben quattro volte, a breve distanza. Spesso ci si imbatte in aree di cantiere. Per non parlare delle condizioni climatiche, che data la conformazione montuosa del luogo e i brevi e improvvisi acquazzoni assai frequenti, costituiscono un ulteriore possibile imprevisto, anche per il cittadino più avvertito. Inammissibile, poi, secondo almeno due utenti su quattro, l’ eccessivamente esigua distanza da un Sicve all’ altro, che porterebbe al terrore dei pendolari: la multa a grappolo. «Essendo funzionanti i Tutor per non più di tot ore al giorno, rischia di essere penalizzato il pendolare che non può arrivare tardi al lavoro e graziato il pirata della strada, magari di ritorno da una discoteca», lamenta Luca, rappresentante che percorre ogni mattina il tratto Angri-Salerno. «È un sistema “a botte di ferro” – dice Mario, legale – Proprio di recente Beppe Grillo dal suo blog ha denunciato come l’ inasprimento delle multe rappresenti un’ altra subdola forma di spremitura statale». Perché in effetti, è bene ricordarlo, i proventi delle contravvenzioni per eccesso di velocità, ai sensi dell’ articolo 208 del decreto legislativo 285 del 1992, non vanno in nessuna misura a beneficio delle tanto dissestate (e incomplete) autostrade, bensì nelle casse del nostro beneamato quanto indebitato Stato. Marchetti del Codacons sconsiglia di effettuare ricorsi in questi casi, a meno che nel verbale non manchino il numero di matricola del Tutor, il luogo di rilevazione e il preciso riferimento ad uno dei due punti della tratta. «Che stress per il guidatore dover tener conto di tante variabili – lamenta ancora Sofia – e poi non ci sono alternative: i collegamenti ferroviari tra Napoli e Salerno, per non parlare del servizio pullman, sono del tutto insufficienti. E ad essere penalizzate, dopo decenni di lassismo, sono proprio le ultime generazioni». Tuttavia, ricordano sempre dalla Polizia stradale di Salerno: «L’ Unione europea ormai ce lo ha imposto ed è un bene. Fino a pochi anni fa ogni weekend queste strade diventavano una trappola per topi». Diego De Carlo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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