30 Novembre 2019

In 50 alla resa dei conti per il racket dei funerali

al via l’ udienza preliminare: in 21 hanno già patteggiato, 4 posizioni stralciate tra le parti che hanno chiesto di costituirsi ci sono sant’ orsola, ausl e tre ditte
La resa dei conti è cominciata. Quel ‘Mondo sepolto’, riportato alla luce grazie all’ inchiesta di carabinieri e Procura, da ieri è entrato ufficialmente nel vivo con l’ apertura della maxi udienza preliminare. L’ aula è la numero 11, la più capiente di Palazzo di giustizia, e i numeri sono da capogiro con 50 posizioni (41 persone fisiche e 9 società) davanti al gup Grazia Nart, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio del pm Augusto Borghini. Centotrentasette pagine, con accuse a vario titolo che vanno dall’ associazione a delinquere (per tre imputati) alla corruzione, dal riciclaggio a una serie di violazioni fiscali, è il conto del fine indagine. Cinque le eccezioni preliminari sollevate, tra cui quella delle difese di Ezio Galli, Luigi Baldoni e Simone Parmeggiani (avvocati Marco Linguerri, Simone Bianchi e Silvia Fasolin) per omessi interrogatori nella fase di indagine, con le notifiche degli atti (successivi al 415bis) dichiarati nulli. Posizioni (quattro in tutto) che alla fine il giudice ha stralciato, anche se presto dovrebbe ‘rientrare’ dopo le prossime convocazioni in Procura. Otto invece le richieste di costituzione di parte civile: l’ associazione Eccellenza funeraria italiana (Efi), l’ Ausl, il policlinico Sant’ Orsola, il Codacons e l’ Assoconsum. Oltre a tre onoranze funebri emiliano romagnole «danneggiate dalla vicenda». Le accuse portano alla luce due ‘cartelli’ di imprese (inizialmente erano 74 gli indagati, 21 hanno già patteggiato) che controllavano le camere mortuarie dell’ ospedale Maggiore e del Sant’ Orsola. Con un unico obiettivo, «consolidare il monopolio dei funerali». Una struttura piramidale, ben oliata, che poggiava su due «figure di vertice»: Giancarlo Armaroli, 67 anni, amministratore unico del consorzio Rip service, «promotore, capo e organizzatore della compagine associativa egemone al Maggiore»; e Massimo Benetti, 63, presidente del consorzio Cif, «organizzatore della compagine associativa al Sant’ Orsola». Capi, con altre 19 posizioni, che tra luglio e novembre sono ‘usciti’ patteggiando pene fino a quattro anni. Mondo sepolto, il nome scelto per l’ inchiesta, deflagrò il 17 gennaio con l’ esecuzione di 30 misure cautelari e perquisizioni in quasi tutte le onoranze funebri cittadine. Le agenzie che facevano parte dei due consorzi – Rip e Cif -, per le accuse erano d’ accordo con alcuni operatori degli ospedali che lavoravano nelle sale mortuarie, e quest’ ultimi in grado poi di indirizzare i parenti dei defunti alle ditte con cui erano d’ accordo. La maggior parte degli episodi contestati (in tutto 226) riguarda la corruzione degli addetti delle camere mortuarie, a cui venivano pagate somme tra i 50 e i 300 euro. Si torna in aula il 24 gennaio, poi 21 febbraio e 6 marzo. Nicola Bianchi.

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