27 Giugno 2011

In 400 “prigionieri” per sette ore sul traghetto a causa di un guasto

In 400 «prigionieri» per sette ore sul traghetto a causa di un guasto
 

Palermo. Ennesima odissea per un nutrito gruppo di viaggiatori che dovevano spostarsi sulla tratta tirrenica tra Palermo e Napoli: quattrocento persone sono rimaste bloccate per sette ore a bordo del traghetto Bithia della Tirrenia, ormeggiato nel porto del capoluogo isolano e fermo per un guasto alle 20,15 di sabato alle 3 di notte di ieri. La Bithia doveva salpare da Palermo alla volta di Napoli, ma ha ritardato la partenza per 7 ore a causa di un guasto a due gruppi elettrogeni, quando ormai aveva caricato passeggeri e veicoli. A bordo non ha funzionato l’ aria condizionata ed il bar è rimasto chiuso, così i viaggiatori non sono riusciti nemmeno a dissetarsi o a combattere il gran caldo. «Nessuno ci ha detto niente fino a mezzanotte e 58 – ha raccontato la giornalista di Rainews, Ida Baldi, che si trovava a bordo della nave – quando un membro dell’ equipaggio ci ha letto un biglietto del comandante dove c’ era scritto che, se la nave entro domenica mattina non fosse stata in condizioni di partire, "la compagnia avrebbe adottato i provvedimenti più opportuni per evitare disagi ai passeggeri"». I viaggiatori in teoria potevano scendere dalla nave, ma chi aveva imbarcato un’ automobile di fatto non poteva farlo, perché la nave non poteva scaricare i veicoli. «La gente era infuriata – ha raccontato Baldi -. C’ è chi ha strillato, chi ha avuto paura. Non abbiamo ricevuto nessuna assistenza. Abbiamo chiamato la Capitaneria, che ci ha detto che avrebbe inviato un ufficiale a bordo». Questo è stato riferito dalla Baldi poco dopo la mezzanotte di sabato. Ad un certo punto è trapelata la notizia che ha fatto infuriare ulteriormente i 400 viaggiatori a bordo. Qualcuno ha fatto circolare una storiella che è stata mal digerita, ovviamente, dagli utenti: una nave di riserva sarebbe arrivata da Napoli per fare il trasbordo. Ma il mezzo sarebbe arrivato solo domenica sera: di conseguenza, i viaggiatori sarebbero rimasti bloccati a Palermo per 24 ore. La gente ha cominciato a protestare, qualcuno si è scaldato più degli altri. Per fortuna la notizia si è rivelata falsa. Ad un certo punto gli ufficiali della Capitaneria di Palermo hanno fornito l’ assistenza richiesta dai viaggiatori e anche il personale della compagnia si è messo a disposizione degli utenti imbarcati. Riparato il guasto a tempo di record, la nave ha poi lasciato il porto alle 3 di notte con sette ore di ritardo. C’ è chi ha annunciato, tra i viaggiatori, denunce agli organismi a difesa dei consumatori e segnalazioni all’ autorità giudiziaria. «La compagnia dovrà rimborsare il prezzo del biglietto di viaggio a tutti i passeggeri, ma anche risarcirli per i disagi e i danni subiti – ha affermato il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi -. I legali del Codacons sono a disposizione dei passeggeri per ogni tipo di consulenza al numero 892007».

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