In 300 dagli avvocati per uscire dal «tubo»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Non potevano che essere mesti dall`inizio alla fine, anche perché un malumore tira l`altro. Ma alla fine si sono fatti forza e si sono sentiti di nuovo «un gruppo» i quasi trecento cittadini che ieri hanno presenziato alla riunione per la costituzione del «Comitato centralizzato parti civili caso Tucker».
L`appuntamento organizzato dalla Federconsumatori nei locali della Cgil era atteso da tempo dai cittadini che si sentono truffati dalla vendita del «tubo» che prometteva il risparmio energetico. Sul tavolo dei relatori c`erano gli avvocati schierati dalla Federconsumatori: il presidente della locale associazione Luca Zamagni, Antonio Mumolo (della Federconsumatori regionale), Moreno Maresi, Maurizio Ghinelli e Antonio Zavoli.
«Il nostro intento è quello di contarvi, vogliamo capire quante persone hanno intenzione di aderire a un`azione giudiziaria comune» ha detto nell`introduzione l`avvocato Zamagni, rivolto a una platea di casalinghe, piccoli artigiani, pensionati e anche giovanissimi. Il silenzio nella sala non veniva mai rotto, perché tutti attendevano questo momento per avere una piccola illuminazione, per comprendere se è possibile recuperare almeno una manciata di euro dopo averne spesi tantissimi. A tutti è stato distribuito un questionario per raccogliere i dati personali e specificare se si intende «permettere l`intervento delle associazioni dell`Intesa dei consumatori nel procedimento penale in corso contro i vertici della Tucker Spa».
«Tutte le persone intenzionate a presentare una querela devono farlo entro il 20 dicembre» ha spiegato ripetutamente l`avvocato Antonio Zavoli. «Le querele ? ha aggiunto ? è bene presentarle direttamente alla procura di Rimini, visto che alla fine andremo incontro a un processo unico».
L`Intesa dei consumatori (che in questa vicenda riunisce l`Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori) quando avrà censito le persone interessate all`azione comune provvederà anche a definire i costi della consulenza legale. «E cosa accade a quanti devono ancora finire di pagare le rate dei finanziamenti sottoscritti per acquistare il tubo della Tucker»? ha chiesto un investitore. «Chi ha chiesto finanziamenti a società o banche deve continuare a pagare» ha spiegato l`avvocato Antonio Mumolo. Alla fine dell`incontro, quando quasi tutti i presenti avevano consegnato i propri dati per il «censimento dei tuckeriani», non rimaneva che continuare a fare il racconto della propria vicenda. Si scopre così che le storie di quelli che hanno creduto nel «tubo» sono infinite, ma quasi tutte uguali.
«Io l`ho messo sopra l`armadio» racconta un albanese trasferito a Rimini da qualche anno. «Ogni tanto lo guardo e ripenso ai novemila euro che avevo investito. Volevo fare l`imprenditore…» dice con un sorriso forzato. Diventare capitalista non è stato possibile né per lui né per gli altri trecento ex tuckeriani che ieri provenivano da tutta Italia.
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