11 giugno 2018

In 20 mila stregati da maghi, guru e falsi guaritori

 

TRIESTE Pseudo guaritori della psiche con tariffario dai 200 ai 500 euro, maghi che proteggono da malefici con amuleti e talismani a prezzi che possono arrivare fino ai mille euro, spiritisti che per contattare un defunto si fanno sborsare anche 1.500 euro a seduta. E poi ancora sedicenti indovini e improbabili maestri orientali che insegnano ai seguaci l’ arte della guarigione e chiedono per i loro corsi dai 1.500 ai 2.500 euro. Sono 30 mila gli italiani (dati Codacons) che ogni giorno chiedono un consulto a maghi, astrologi e veggenti. Più di 500, invece, le sette e le cosiddette psicosette: gruppi di natura spirituale e pseudoreligiosa, che spesso si presentano come associazioni culturali e scuole di formazione che organizzano seminari e corsi di studio. Dietro, il più delle volte, si nascondono santoni d’ accatto, ciarlatani dell’ anima, che usano sempre le stesse tecniche: la manipolazione della mente e la riduzione della personalità, in un’ abile miscela tra marketing e veri e propri abusi (psicologici e spesso sessuali). A cadere nella trappola sono i più insospettabili, non solo anziani e sprovveduti. Colti, magari, in un particolare momento di fragilità o di isolamento, desiderosi di una sempre maggiore spiritualità, da esperire qui e ora, non rimandata nell’ aldilà ma già disponibile nell’ aldiqua. Individuare e monitorare queste attività è quasi impossibile. L’ ultimo “censimento” risale al 1998, da parte del ministero dell’ Interno. Da più di vent’ anni ci prova il Telefono Antiplagio, nato nel 1994 con lo scopo proprio di difendere e tutelare i cittadini da soprusi e imbrogli, e che fino a qualche anno fa pubblicava annualmente il suo rapporto su satanismo, magia e esoterismo. L’ ultimo disponibile (e che più si avvicina alla situazione attuale, sostengono gli esperti) risale infatti al 2014, ma rivela dati interessanti. Anche per il Friuli Venezia Giulia. Secondo il rapporto in regione sono attivi 270 operatori dell’ occulto: la maggior parte a Trieste (120), seguita poi da Udine (60), Pordenone (50) e Gorizia (40). Circa 20 mila i “clienti” di maghi, astrologi, veggenti, guru e santoni, per un giro d’ affari che tocca i 10 milioni di euro all’ anno. Numeri che in poco meno di vent’ anni sono triplicati: nel 2000 in regione gli operatori dell’ occulto erano “appena” 90. Discorso a parte per le sette sataniche: il Fvg si piazza al quindicesimo posto tra le regioni italiane con sei movimenti di questo tipo attivi sul territorio (in calo rispetto al 2000, quando se ne contavano ben 19). Da qualche mese, per aiutare chi finisce nella rete di santoni e sette, la diocesi di Udine ha aperto un punto d’ ascolto. «Una rete molto ampia», avverte Tiziana Fumei, referente del Gris (il gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa), associazione di laici riconosciuta dalla Cei nata nel 1988 per studiare le nuove religiosità e i movimenti religiosi alternativi. «Il nostro punto d’ ascolto è nato a febbraio di quest’ anno e finora sono già cinque le famiglie che ci hanno contattato per chiedere aiuto per conto di loro familiari caduti nella trappola di realtà esoteriche. Il nostro compito è quello di raccogliere dati e offrire supporto. Abbiamo un team di collaboratori formato da uno psichiatra, uno psicologo, un esorcista e un consigliere spirituale. E ovviamente siamo in contatto anche con le forze dell’ ordine. Chi sono le vittime? Spesso giovani, adescati tramite internet. Ma anche over 60, contattate tramite visite in casa o avvicinate subito dopo un avvenimento luttuoso, come la morte di un proprio caro. Insomma, persone in crisi o che stanno attraversando un particolare momento di fragilità. Sembra un paradosso, ma a cascarci sono quelle con una cultura medio-alta. Statistiche precise non ce ne sono, anche se i dati del Telefono Antiplagio sono quelli che fotografano meglio il fenomeno in regione. La finalità di questi guru e santoni è quasi sempre il lucro». Cosa che avviene anche per le sette. «In regione siamo a conoscenza di sei o sette movimenti, anche satanisti, che praticano i loro riti principalmente nelle zone delle foci del Tagliamento e nel Carso triestino. Ma in Fvg si contano anche seguaci di Rael oppure i rettiliani. E per farne parte c’ è un bel costo». «Anche a Trieste esisteva un servizio del genere», spiegano dalla diocesi del capoluogo giuliano. «Lo gestiva il vecchio parroco dei gesuiti. Oggi formalmente non ci sono un referente e uno sportello dedicato. Ci può essere qualche sporadico episodio, ma magari viene risolto in parrocchia». Contro le manipolazioni, gli abusi e le vessazioni nei gruppi, in Regione è attivo dal 2004 il centro di sostegno “Sos Abusi Psicologici”, che si occupa anche di sette e forme alternative di spiritualità. «Al nostro centro chiamano circa 50 persone all’ anno», spiega la psicologa Cristina Caparesi. «Si rivolgono a noi per problematiche legate a maghi o a gruppi di vera e propria dominanza. Un fenomeno abbastanza importante in regione, ma che fa fatica ad emergere. Di solito i panni sporchi si lavano in casa. Nonostante la crisi, la nostra è una regione ricca e quindi si torna sempre al discorso dei soldi: l’ attività principale di maghi e santoni resta il lucro». Ma chi sono quelli che cadono in queste forme di sottomissione e dipendenza? «Spesso giovani e molto giovani. Attirati dai gruppi del cosiddetto “potenziale umano” e dalle psicosette. Gruppi che propongono cose molto diverse, dal miglioramento della comunicazione a quello dei rapporti familiari. Alcuni creano danni a livello psicologico, altri anche a livello fisico e sociale. Alla fine si finisce per essere inseriti all’ interno di una rete, svincolati dai propri affetti. Chi è sottoposto a forme di pressione del genere difficilmente accederà ad uffici come il nostro. E infatti sono i familiari a farlo al loro posto la maggior parte delle volte. A seconda di chi si rivolge a noi vengono attivati una formazione e un percorso di uscita, attraverso diverse figure professionali: psicologi, psicoterapeuti e, se serve, anche avvocati. Noi preferiamo sempre lavorare sulla prevenzione e infatti non ci siamo mai intestarditi sulla modifica di una legge nazionale, come la reintroduzione del reato di plagio. Ma dal nostro dialogo con le istituzioni è nata ad esempio la legge regionale 11 del 2012 per la prevenzione e l’ assistenza nei confronti di forme di manipolazione psicologica. E il Friuli Venezia Giulia è stata la prima e l’ unica regione ad essersi dotata di una normativa in tal senso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gianluca modolo