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9 Agosto 2007

In 15 giorni ben tredici sanzioni per sforamento dei limiti acustici

In 15 giorni ben tredici sanzioni per sforamento dei limiti acustici

PASSANO notti intere senza riuscire a chiudere occhio. Vorrebbero tanto affacciarsi dalla finestra per reclamare il loro diritto di dormire. Poi esitano e rinunciano perchè, dentro di loro, non vogliono sentirsi dei “vecchi decrepiti che non capiscono più il mondo dei giovani“. Sono i romani che abitano nelle vie della “movida“, in difesa dei quali è intervenuta l`Arpalazio. L`Agenzia regionale per la protezione ambientale, dal 15 al 31 luglio scorsi, ha effettuato 31 ispezioni nei vari luoghi del divertimento della Capitale per verificare se fossero osservate tutte le normative che dovrebbero limitare l`inquinamento acustico. Non solo, quindi, il mantenimento dei rumori entro un certo numero di decibel, ma anche il rispetto degli orari di chiusura o di spegnimento della musica. La radiografia di discoteche all`aperto, cinema in piazza, locali e concerti ha prodotto esiti stupefacenti. Gli ispettori dell`Arpalazio hanno rilevato, infatti, ben 13 infrazioni. Quasi una al giorno. Una tendenza che, a sorpresa, non coinvolge esclusivamente il “solito“ centro storico, ma anche aree della città più periferiche che, in passato, erano considerate piccoli paradisi di quiete. Accanto a zone prevedibilmente rumorose come la zona di San Giovanni, la Garbatella o viale Trastevere, più di una sanzione è stata comminata nel XII municipio, il quartiere residenziale dell`Eur. A sollecitare l`intervento degli ispettori dell`Agenzia nel XII, in effetti, era stata proprio il presidente del Municipio Patrizia Prestipino. Spinta dalle proteste dei residenti, aveva presentato diversi esposti per far effettuare dei sopralluoghi nella zona. Risultato, l`immediata chiusura delle due discoteche all`aperto adiacenti al Palazzo dei congressi. Negli altri 11 casi in cui sono state rilevate infrazioni, le pene per i locali “colpevoli“ sono variate dalla semplice sanzione pecuniaria all`istituzione di un processo, fino, come detto, alla chiusura dell`attività. Il grado di severità, ovviamente, dipende da quanto si siano sforati i limiti imposti dalla legge e dalla recidività dell`infrazione. Sono state registrate irregolarità anche nel corso di due eventi dell“`Estate Romana“. “Se Roma è una delle mete maggiori del turismo estivo lo si deve anche anche alla sua offerta di svago notturno – ha detto Gianluca Di Ascenzo, vicepresidente del Codacons, commentando le cifre fornite da Arpalazio – ma ciò non deve far passare in secondo piano i diritti dei residenti. Soprattutto quelli di chi, a causa del lavoro o della mancanza di soldi da spendere per le vacanze, sono costretti a trascorrere in città tutta l`estate. La Polizia Municipale deve intervenire per garantire il rispetto della legge“. Il vicedifensore civico Mauro Passerotti, dal canto suo, si offre come referente per chiunque voglia denunciare situazioni di palese irregolarità da parte dei locali notturni: “Tutti gli utenti possono scriverci – sottolinea – e noi effettueremo dei sopralluoghi per verificare le loro istanze. Il nostro ufficio tutelerà i loro diritti“.

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