16 Settembre 2013

In 110mila alla guerra del numero chiuso rivolta per il bonus, ma è l’ ultimo anno

In 110mila alla guerra del numero chiuso rivolta per il bonus, ma è l’ ultimo anno

 
da: Affari&Finanza

Milano Si sono aperti tra polemiche, rinvii e annullamenti i test d’ ingresso alle Università italiane, ma ora rischiano di chiudersi in un groviglio di ricorsi e contenziosi legali. Perché quest’ anno i 110mila neodiplomati che si sono messi in coda per acciuffare uno dei posti disponibili nelle facoltà ad accesso prog rammato ( Medicina, Veterinaria, Architettura), oltre ai 60 quesiti, pensavano di trovare nella busta degli esami anche la novità del bonus maturità. Si tratta del vero pomo della discordia dell’ estate prima degli esami. Come da decreto Profumo e dalla sua modifica del ministro Carrozza, chi ha ottenuto un voto superiore agli 80-100 ha diritto a una quota di punti in più, da 1 a 10, da sommare al risultato al test d’ ingresso. Il bonus ha scatenato una bagarre di polemiche che si trascina da mesi: chi ha contestato il calcolo di questi crediti in più, chi il metodo, chi se l’ è presa con le scuole del sud considerate “più generose” nell’ assegnare voti. Insomma, nel disaccordo diffuso tutti d’ accordo nel ritenere il bonus maturità un elemento che aggiunge disparità e iniquità nel determinare l’ accesso gli Atenei a numero chiuso. L’ obiettivo opposto con il quale era stato concepito. Tuttavia con i test ancora in corso, il debutto del bonus maturità non avrà una replica. Il ministro dell’ Istruzione Maria Chiara Carrozza nel nuovo decreto scuola ha annunciato infatti l’ abolizione del bonus e l’ istituzione dello stage obbligatorio. Indietro tutta, quindi. E nuove coordinate. Per i candidati che contavano di avvalersi dei buoni voti della maturità non resterà che arrangiarsi con i risultati dei test d’ ingresso. Contro l’ introduzione del bonus è schierato sin dalla prima ora l’ Udu, l’ unione degli universitari, sindacato studentesco, che ha promesso un ricorso collettivo nazionale «per impugnare non soltanto il bonus maturità, ma tutto il sistema a numero chiuso che, a nostro avviso, è assolutamente incostituzionale e lesivo dei diritti degli studenti». Secondo Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’ Udu, «abolire il bonus maturità non risolve ogni problema: l’ obiettivo deve essere superare definitivamente il numero chiuso e questo ingiusto modo di selezione degli studenti all’ ingresso che non solo è ingiusto ma non è proprio più sostenibile». In mezzo a retromarcia e colpi di scena resta la corsa a ostacoli per entrare in Università. Le facoltà a numero chiuso, ovviamente, sono le più ambite. Oggi ancora di più del passato, per una generazione di giovani che si forma nella peggiore crisi economica del dopoguerra, e che punta tutto sulla casella giusta per assicurarsi un futuro. Medicina ha registrato un aumento degli iscritti del 23% (84 mila) rispetto al 2012 per un totale di 10.157 posti disponibili. Circa solo 1 su 8, quindi, riuscirà ad indossare il camice bianco. Il rapporto fra gli iscritti e i posti liberi, secondo Alpha Test, è ancora più sbilanciato a veterinaria, mentre ad architettura è migliorato: 1 a 2 rispetto ad 1 a 4 di un anno fa. Il coordinamento universitario Link, che giudica un successo l’ abolizione del bonus maturità, punta il dito sulle Facoltà a numero programmato. In un comunicato Link avverte che «mentre tutta l’ attenzione mediatica si concentra sul numero chiuso, altrettanti studenti si confronteranno con i test a numero programmato in tanti dipartimenti tra cui Ingegneria, Psicologia, Ctf (Chimica e tecnologie farmaceutiche)». «È inaccettabile – secondo il coordinamento universitario – che ormai il 57% dei corsi di laurea dell’ Università italiana sia caratterizzato da questa barriere all’ accesso determinate unicamente dall’ inasprimento dei requisiti minimi, dettati dai tagli agli atenei ormai incapaci di sostenere un’ offerta formativa di qualità e aperta a tutti». Ma non è finita. Anche il Codacons è sul piede di guerra. E ha avviato un ricorso collettivo alla Tar contro il numero chiuso. Inoltre, dopo l’ annullamento dei test per l’ accesso alle professioni sanitarie a Parma, Pavia e Messina e i disguidi (scambio di questionari) a Psicologia e Biologia a Roma, l’ associazione dei consumatori annuncia esposti alla Corte dei conti. «I test per fisioterapisti, infermieri e logopedisti sono stati annullati – scrive il Codacons – a causa di imperdonabili errori nelle domande: situazioni come queste si ripetono con eccessiva frequenza in occasione dei test d’ ingresso alle università italiane, a dimostrazione di come il sistema del numero chiuso sia fallace e rappresenti un danno per gli studenti». Tanto più che partecipare non è gratis. Il costo medio ad iscrizione dei testi d’ ingresso si aggira intorno ai 54 euro il che porta l’ introito proveniente dalle sole iscrizioni a medicina a 4.5 milioni di euro, ovvero 440 euro per ogni posto libero. E anche qui le associazioni degli studenti annunciano vie legali per ottenere rimborsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il costo medio ad iscrizione dei test d’ ingresso si aggira intorno ai 54 euro il che porta l’ introito di Medicina a 4.5 milioni di euro.

christian benna

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