28 Luglio 2013

Imu, stangata a metà sui canoni concordati pescando dall’ Amiu

Imu, stangata a metà sui canoni concordati pescando dall’ Amiu

L’ ALIQUOTA IMU per gli appartamenti affittati coni contratti “3 più 2” scenderà di un punto rispetto all’ aumento applicato all’ interno della proposta di bilancio della giunta Doria. La mezza retromarcia è probabile dopo le molte polemiche seguite alla decisione di alzare l’ aliquota dal 7,6 al 9,5 per mille. L’ aumento dunque ci sarà, ma dovrebbe rimanere contenuto nello 0,9 per mille, passando cioè dall’ attuale 7,6 all’ 8,5. Nessuna variazione, invece, per l’ aliquota prima casa, che passerà dall’ attuale 5 per mille al 5,8. La soluzione sul fronte dei cosiddetti contratti concordati è frutto di una ricercacompiuta dagliuffici dell’ assessore Franco Miceli, sollecitato nei giorni scorsi dal Partito democratico, all’ interno del contratto di servizio di Amiu, un costo per il comune di oltre 120 milioni di euro l’ anno. Questo pezzo della manovra Doria vale circa un milione e mezzo, considerando che gli stessi uffici di Miceli avevano quantificato in 3 milioni e 40 mila euro l’ effetto dell’ innalzamento di quasi due punti per mille dell’ aliquota dei concordati. Una cifra non impossibile, da trovare. In particolare è tra le “riserve” dell’ azienda (le risorse tenute in “salvo” per gli eventuali momenti di difficoltà) che si sta cercando di costruire le condizioni per limitare l’ effetto del rincaro. Da una parte le riserve, dall’ altra gli interventi che oggi Amiu svolge al di fuori del contratto col Comune. Sì, perché oggi l’ azienda della nettezza urbana “fattura” al Comune ogni volta che esegue un intervento di pulizia straordinario, ad esempio dopo un evento di piazza, dopo le sfilate di carnevale o una manifestazione. Inserire queste lavorazioni all’ interno del contratto Amiu eliminerebbe una voce di costo e consentirebbe di recuperare risorse per ridurre il rincaro Imu. La modifica verrà presentata sottoforma di emendamento alla delibera sul bilancio dal gruppo consigliare del Pd. Ulteriori emendamenti potrebbero arrivare da altri partiti, alcuni dei quali intenzionati a chiedere il blocco dell’ aliquota peri contratti concordati al 7,6 per mille odierno. La storia e la funzione di questo tipo di formula per affittare gli appartamenti vuoti, dall’ altra parte, merita una riflessione in più. Questo tipo di contratti nacque per tentare di convincere i proprietari a mettere a disposizione in affitto le proprietàimmobiliari sfitte. In cambio dell’ accettazione di un tariffario imposto da un accordo tra associazioni dei proprietarie associazioni degli inquili ni, chi accettava il patto poteva usufruire di importanti sconti sull’ Ici prima, sull’ Imu poi. Un’ agevolazione mantenuta invita anche quando la tassa sugli immobili ha iniziato a riguardare soltanto le seconde case. Le associazioni dei consumatori e degli inquilini (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codacons, Codici, Lega consumatori, Mdc, Casa del consumatore, Sicet, Uniat) hanno annunciato una manifestazione per domani, quando in Consiglio comunale consegneranno simbolicamente le chiavi di casa al sindaco Marco Doria. Prima, però, la situazione potrebbe essere stata in parte risolta dall’ intervento di una modifica. Ma calmierare il rincaro basterà afar rientrare l’ opposizione del mondo della casa? Va detto che questo tipo di contratti ha sempre stentato a decollare realmente. Ogni disincentivo, a maggior ragion, potrebbe porre ostacoli in più e non riuscire nell’ intento di far cessare le polemiche.
daniele grillo

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