1 Dicembre 2012

Imu, arrivano stangate fino a 1.200 euro Dai sindacati a Bagnasco è bufera

Imu, arrivano stangate fino a 1.200 euro Dai sindacati a Bagnasco è bufera

Da: ilmattino.it

 

ROMA – Il termine ultimo (cassa aperta fino al 17 dicembre) per il versamento dell’ ultima rata si avvicina. Ma la polemica intorno all’ Imu non si spegne. Ed anzi monta alimentata da chi, come le scuole paritarie, invoca l’ esenzione trovando orecchie attente nel governo e in particolare nel ministro dell’ Istruzione, Francesco Profumo. E chi come la Uil, facendo due conti, ha scoperto che a qualcuno il saldo finale dell’ imposta costerà addirittura l’ intera tredicesima. Sulla questione che riguarda le scuole paritarie ieri è intervenuta con energia la Cei. “Sarebbe molto grave se dovessero chiudere”, ha osservato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza dei vescovi, interpellato a proposito delle lamentele degli istituti cattolici che hanno dichiarato di non essere in grado di pagare l’ Imu, in quanto si tratta di attività già in passivo. Bagnasco ha sottolineato che “c’ è preoccupazione soprattutto per la mancanza di contributi” sollecitando un passo a favore degli istituti scolastici con aiuti che “lo Stato sarebbe giusto riconoscesse alle famiglie, che hanno diritto a scegliere per i propri figli l’ istruzione che ritengono più idonea”. In soccorso a questa battaglia, il Codacons ha presentato un ricorso al Tar chiedendo l’ annullamento del regolamento Imu, giudicato “fonte di gravissima disparità di trattamento ed erronea applicazione dei principi fondamentali in materia di parità scolastica”. In attesa di vedere come andrà a finire, la Uil ha realizzato una indagine sui costi a carico dei cittadini. Con il saldo di dicembre, le famiglie italiane dovranno pagare mediamente 136 euro per la prima casa, con punte di 470 euro a Roma, mentre per una seconda casa il saldo peserà mediamente 372 euro con punte di 1.200 euro nelle grandi città. L’ importo complessivo medio, tra acconto e saldo, sarà di 278 euro per la prima casa e di 745 euro per la seconda. Ma nelle grandi città si arriverà ben oltre i mille euro per gli immobili non di abitazione, con Roma che è al top sia per la prima che per le altre case. Una spremitura che è il frutto degli aumenti impositivi stabiliti dai comuni. Secondo i dati sindacali, l’ aliquota media nazionale sulla prima casa raggiungerà il 4,36 per mille, in crescita del 5,6% rispetto all’ aliquota base decisa dal governo, mentre per le seconde case l’ aliquota media è dell’ 8,78 per mille in aumento del 15,5% rispetto all’ aliquota base. Alla fine, il gettito complessivo dovrebbe raggiungere 23,2 miliardi (3,8 per la prima casa): 14,8 miliardi saranno incassati dai Comuni, mentre allo Stato spetteranno 8,4 miliardi.

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