31 Agosto 2013

Imu addio, esultano i proprietari Stangata per inquilini e seconde case

Imu addio, esultano i proprietari Stangata per inquilini e seconde case

 

Achille Perego MILANO CHI GUADAGNA e chi perde dalla partita dell’ Imu? La risposta si può dare solo con beneficio d’ inventario perché il decreto del Governo non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e ancora non si sa quanto ci costerà la Service tax chiamata dal 2014 a sostituire Imu e Tares, la nuova tassa su rifiuti e servizi introdotta quest’ anno al posto di Tarsu e Tia. Anche se il Governo ha smentito il ritorno dell’ Irpef non c’ è dubbio che tra i perdenti della partita Imu vanno inseriti i proprietari di seconde case. Il 16 dicembre dovranno versare la seconda rata a saldo dopo quella di giugno. E con aliquote salate che in molti Comuni sono state portate al massimo: l’ 1,06% rispetto all’ aliquota base dello 0,76%. E come seconde case vengono considerate anche quelle date al figlio (senza passaggio di proprietà), la casa abitata da uno dei due coniugi nello stesso Comune mentre (con delibere comunali) è considerata abitazione principale quella lasciata libera da un anziano ricoverato in una casa di riposo e quelle dei rappresentanti delle forze dell’ ordine. Niente sconti sulle prime case di lusso: 73mila immobili delle categorie catastali A1, A8 e A9. Tra i perdenti, un posto rischiano di occuparlo gli inquilini. SE sembrano esagerate le stime dell’ Unione Inquilini («Stangata da mille euro») il conto potrebbe lievitare di circa 120-130 euro tra i 70-80 euro dell’ attuale Tares (che finirà nella Service tax) e il 20% ipotizzato come tetto massimo per pagare la parte dei servizi indivisibili come illuminazione, strade e polizia locale per altri 40-50 euro. Tra chi ci guadagna ci sono i proprietari che affittano casa a canone concordato che vedranno scendere l’ aliquota della cedolare secca dal 19 al 15% (risparmio medio di 700 euro) e i titolari di cooperative indivise e i costruttori con case non ancora vendute e non affittate, esentati dall’ Imu. COME gli agricoltori per terreni e fabbricati rurali e gli immobili non commerciali della Chiesa e degli enti non-profit, mentre per i capannoni industriali e i beni strumentali (come gli alberghi) ci sarebbe una mezza vittoria: la deducibilità del 50% dell’ Imu da Irpef e Ires. Infine per le giovani coppie e agli under 35 precari ci sarà un fondo da 4 miliardi per favorire mutui e prestiti e 40 milioni per la morosità incolpevole degli inquilini. Ovviamente tra i vincenti ci sono tutti i proprietari di una prima casa che risparmieranno (ma solo se il Governo a ottobre confermerà la cancellazione anche della seconda rata) in media 225 euro. Prendendo però a parametro la Tares (compresa l’ addizionale di 30 centesimi a metro quadro da versare a dicembre), secondo la Uil il saldo tra abolizione dell’ Imu e Service Tax si ridurrà a 54 euro. Risparmio che rischia di essere mangiato dall’ Iva. Se a ottobre salirà di un punto ci costerà, rivela la Cgia di Mestre, da 30 fino a 120 e addirittura 209 per il Codacons.

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