6 Novembre 2020

Impugnata l’ ordinanza regionale «È in contrasto con il Dpcm»

Il Codacons di Lecce impugna l’ ordinanza con la quale il presidente Michele Emiliano aveva disposto la chiusura di tutte le scuole sull’ intero territorio regionale. Con il patrocinio dell’ avvocato Luisa Carpentieri, il Codacons ed un gruppo di genitori di alunni delle scuole elementari, medie e superiori hanno notificato un lungo ed articolato ricorso con il quale hanno impugnato, davanti al Tar di Bari, l’ ordinanza 407 del 29 ottobre scorso che disponeva la chiusura delle scuole pugliesi di ogni ordine e grado. «Già prima del nuovo Dpcm che divide il territorio nazionale in zone gialle, arancioni e rosse, collocando la Puglia nella zona arancione, l’ or dinanza sembrava eccessiva e dissonante rispetto alle disposizioni nazionali – dice Luisa Carpentieri – che mai hanno chiuso la didattica in presenza per le scuole elementari e medie. Dopo le disposizioni, pure molto più restrittive in generale, contenute nel nuovo Dpcm, quell’ ordi nanza doveva considerarsi superata. E invece, con un’ arroganza senza pari, il presidente Emiliano e l’ as sessore Lopalco hanno subito annunciato che “l’ ordinanza 407 del 28 ottobre rimane in vigore fino alla scadenza del 24 novembre 2020”. Una situazione inaccettabile – denuncia l’ avvocato del Codacons – che non solo crea disparità di trattamento fra situazioni uguali, là dove gli alunni siciliani potranno frequentare mentre gli alunni pugliesi dovranno accontentarsi della didattica a distanza; e che non solo mette sullo stesso piano province con tassi di contagio molto diversi; ma che si pone in aperto contrasto con le disposizioni nazionali». Secondo Antonio Carpentieri e Cristian Marchello, rispettivamente coordinatore provinciale e responsabile cittadino del Codacons, «appare veramente paradossale che il presidente della Regione in estate abbia deciso l’ apertura delle discoteche, con tutto quello che tale scellerata scelta ha portato, e in autunno decida impunemente, e contro il parere del Governo e della più elementare logica, la chiusura indiscri minata delle scuole». «La verità vera è che linee guida ministeriali per l’ utilizzo degli spazi scolastici stavano e stanno funzionando – proseguono i responsabili del Codacons – consentendo alle centinaia di migliaia di studenti di svolgere pienamente la didattica. Piuttosto, il fallimento da cui deriva l’ attuale situazione, tutto proprio della Regione Puglia e della sua Amministrazione, deriva da una deficiente organizzazione sanitaria e da una mancata considerazione degli effetti che il trasporto pubblico, riportato a pieno regime, avrebbe avuto sulla diffusione del contagio da covid-19. Infatti – sostengono Carpentieri e Marchello – può essere probabile che una delle concause possibili per cui il contagio ha parzialmente risparmiato il Salento vada da ricercarsi nella storica scarsa efficienza dei mezzi di trasporto pubblico e del conseguente maggiore utilizzo di mezzi privati nella mobilità provinciale». Ad ogni buon conto, proseguono, «se la chiusura delle scuole superiori può avere qualche senso in una complessiva strategia di riduzione degli affollamenti sui bus, certamente priva di senso logico è la scelta di chiudere le scuole elementari e medie, che per disposizione geografica hanno bacini molto più ristretti, ancor più se si considera la situazione della città di Lecce, in particolare, e del Salento, più in generale, dove l’ incidenza attuale della pandemia appare allo stato ancora sotto controllo». Pertanto, in questo contesto, il Codacons ed alcuni cittadini, già prima che fosse pubblicato l’ ultimo Dpcm, avevano notificato il ricorso contro l’ ordinanza regionale 407, considerando che non sarebbe stato necessario chiedere al Tar una decisione nel momento in cui fosse stato emanato il decreto. «E invece la doccia fredda – dicono Carpentieri e Marchello – La Regione non recede, pilatescamente scaricando sulle scuole e sulle famiglie la volontà di ricominciare le lezioni in presenza. A questo punto appare evidente che è inutile sperare in una resipiscenza. Attendiamo una decisione del Tar, che si auspica sia favorevole ai cittadini pugliesi, in generale, e salentini, in particolare».

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