Improvvido accordo con lo stato
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fonte:
- La Nuova Sardegna
CAGLIARI. La richiesta di Renato Soru di non staccare, dal primo febbraio 2006, il sistema analogico perché gli accordi sulla sperimentazione della televisione digitale terrestre non sono stati rispettati dal governo, ha scatenato non solo la polemica reazione del ministro Tommaso Landolfi, ma anche nuove tempeste politiche in consiglio regionale. Mentre Landolfi ha replicato a Soru affermando che “nessun impegno è stato disatteso“, un ex presidente della Regione, Mario Floris, leader dell`Uds, ha attaccato frontalmente l`attuale inquilino di viale Trento. Polemiche sono state sollevate anche dal Uil (federazione della comunicazione) per le spese aggiuntive a cui sono stati obbligati i cittadini. E oggi, con una riunione a Cagliari dei dirigenti sardi con i leader nazionali, prenderà posizione il Codacons, l`associazione che tutela gli utenti e che sul digitale si è mossa assieme alla Cisl. “Il decoder per la sperimentazione della tv digitale terrestre è un inganno che ha nome e cognome. Piangere sul latte versato non è dignitoso per il presidente della Regione perchè è firmatario di un improvvido accordo con lo Stato, presentato alcuni mesi fa in maniera trionfalistica, senza che ci fossero chiare e precise garanzie“. Lo ha sostenuto, in una nota, Mario Floris. “Pinta la legna e portala in Sardegna, un detto che si ripropone in chiave moderna, a danno dei sardi, a vantaggio di noti-ignoti – ha spiegato Floris – vorremmo sapere, e credo che se lo chiedano in molti, chi sta davanti, chi sta dietro e chi vi è in questo “affaire“ che ha messo le mani nelle tasche e nei portafogli dei sardi“. Floris ha aggiunto: “Le famiglie sarde, anche quelle più povere, stanno appunto pagando a caro prezzo la sperimentazione di una innovazione tecnologica che non ci è stata imposta, ma che il governatore della Sardegna ha voluto e accettato nonostante non ci fossero le condizioni per attuarla. Non si tratta di restituire il maltolto ma di perseguire ogni genere di responsabilità che ne è derivata, politica, giuridica, economica“. Dopo aver ricordato che “la Rai, per bocca del suo presidente Petruccioli e del suo direttore generale, dice di non avere le risorse per sostenere e implementare i progetti strategici di sviluppo, in particolare, ha avvertito che diventa critico sostenere il ruolo di battistrada nell`introduzione e nello sviluppo del digitale terreste“. Per quanto riguarda il decoder, “oltre alla spesa, la beffa“, ha detto Floris, perché “Soru candidamente afferma che fra sei mesi non serve più, è superato. Lo dice uno che in queste cose ha il fiuto lungo. E` paradossale, ci sarebbe da non crederci se non fosse vera la denuncia di Soru, uno dei più avveduti imprenditori dell`innovazione tecnologica“. Quindi, “attenti al decoder – mette in guardia Floris – il decreto del 1º settembre 2005 del ministro delle Comunicazioni, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 ottobre 2005 precisa: ci sono decoder conformi alle specifiche tecniche, si indica lo standard V. 90 (fino a 56 Kbit/s), ma ne sono stati immessi in commercio con caratteristiche inferiori, ovvero con accesso tramite modem V. 22 (velocità fino a 2,4 Kbit/s), con applicazioni che possono essere limitate nelle loro prestazioni, al punto di risultare – è scritto nel decreto – insoddisfacenti per l`utente“. E c`è “una ulteriore beffa“, in quanto “tali apparecchi, cioè i decoder con caratteristiche tecniche inferiori – ha fatto rilevare Floris – continuano ad usufruire del contributo statale se posti in commercio entro la data di entrata in vigore del decreto e venduti entro due mesi da tale data. Quanti di questi decoder sono stati venduti e sono ancora in vendita in Sardegna? Chi è in grado di accertarlo (politicamente la Regione, corresponsabile dell`accordo; giuridicamente e commercialmente la Guardia di Finanza, la Polizia Postale, l`Ispettorato delle Comunicazioni) lo faccia immediatamente e tranquillizzi le famiglie sarde che si son viste far depredare il portafoglio“. Eloquente anche la dichiarazione di Tonino Ortega, segretario regionale della Uilcom: “Digitale: progresso o sopruso?“. La Uil, ha detto, si schiera “con i cittadini obbligati a fare spese aggiuntive“.
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