29 Maggio 2020

Imprese sfiduciate a maggio l’ indice al minimo storico

 

Marianna Berti Morale aterra per le imprese italiane. L’ abbattimento causato dal Coronavirus si ritrova anche nelle cifre dell’ Istat sul clima di fiducia. L’ umore è nero anche per le famiglie, anchesel’ indicatore non sprofonda. Mavaregistrataunaforte richiesta del Reddito di Emergenza, con quota 100mila richieste raggiunta in una manciata di giorni. Perle aziende l’ indice segna il livello più basso da sempre. Un minimo storico, mai registrato daquando è iniziata la serie statistica, ovvero dal 2005. Un dato pesante, che fa registrare un dimezzamento rispetto ai valori pre -pandemia. E la rilevazione si riferisce a maggio, mese che ha segnato la fine del lockdown. Non è possibile però fare il confronto con aprile e quindi capire se almeno rispetto a un mese di blocco totale una qualche, seppur minima, risalitaci sia stata. La casella di aprile è vuota e così resterà. Non acaso. In quel periodo l’ Istituto di statistica si è trovato a dover interrompere le indagini proprio per via del virus. Che sia stato un aprile «horribilis» celo dice tutto il resto, incluso il commercio estero extra Ue, con l’ export precipitato del 44,2%. Il peggior calo dalla nascita del mercato unico. Era il 1993. Scendono anche gli acquisti ma non come le vendite. Per esempio cresce l’ import di «manufatti di materie tessili e, in particolare, di dispositivi e indumenti di protezione». Il pensiero va a mascherine e ca mici. A rimetterci è la bilancia commerciale, che vira in «rosso», anche se per ora il disavanzo si ferma a 148 milioni. Ma eravamo sopra di 3miliardigiusto ad aprile dell’ anno scorso. Anche per i consumatori, per le famiglie, l’ umore è nero, ai minimi da fine 2013, ma sembrano tenere, non sprofondando nella disperazione. Ad angosciare è quel che succede fuori dalla porta di casa, gli andamenti economici del Paese nel suo complesso,piùchelesituazioni singole, individuali. I timori poi sembrano più sull’ oggi che sul domani. Come a dire: «andrà tutto bene». Confcommercio giudica«verosimile» unaripresadellafiduciamesesumesemarestalapreoccupazione per settoricomeilturismo. Impensierisce pure l’ accumulo generalizzato delle Una catena di montaggio ANSA scorte. Imagazzini sono ritenuti sufficientemente equipaggiati. Soprattutto davanti a una domanda che a confronto con il passato non può che essere debole. La cosa potrebbe rappresentare unulteriorefreno alla produzione. PerConfersercenti c’ è solo un aggettivo per definire le stime dell’ Istat: «allarmanti». Da qui l’ appello dell’ associazione: «Serve una svolta». Intanto i consumatori del Codacons raccomandano ai commercianti di fermare i rincari e cancellare le «tasse Co vid». Asuggerire che magari degli spiragli possano aprirsi sono inumeri di Bruxelles. Lo stato d’ animo economico, il cosiddetto «sentiment», a maggio mostra iprimi segni più, do po due cali record consecutivi. L’ indicatore sale in Olanda e Germania.Sul fronte lavoro in Italia non ci sono ancora, a livello di statistiche, cifre che diano un riscontro preciso degli ef fetti della pandemia. Bisognerà aspettare i primi di giugno. Quel che al momento risulta certo è l’ invio all’ Inps di oltre 100 mila domande di Reddito di emergenza.

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