29 Luglio 2014

Imprese, luglio ridà ottimismo Balzo della fiducia

Imprese, luglio ridà ottimismo Balzo della fiducia

ROMA. Non accadeva ormai da tre anni. A luglio è stato registrato un aumento del clima di fiducia delle imprese. L’ indice che misura il sentiment che accompagna le prospettive degli imprenditori del Belpaese ha toccato punte che non si registravano dall’ agosto del 2011. Un dato incoraggiante rilevato dall’ Istat e al quale si aggiungono segnali positivi anche dall’ Abi, che segnala una ripresa dei prestiti e che stima «schiarite all’ orizzonte, sia sul piano economico sia su quello finanziario». Dati e previsioni che, in un’ economia costellata da numeri negativi, non possono che essere accolti con favore, anche se tutti invitano alla prudenza. A misurare l’ indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane, l’ Istituto di statistica che nel suo rapporto mensile evidenzia un balzo dall’ 88,2 di giugno al 90,9 rilevato a luglio. Non i tutti i settori, però, si respira la stessa aria. L’ andamento è la sintesi di aumenti della fiducia delle imprese dei servizi di mercato, di costruzione, del commercio al dettaglio. Ma cala la fiducia delle imprese manifatturiere (dal 99,9 di giugno al 99,7 di luglio): per gli imprenditori del comparto, migliorano le attese di produzione (da 6 a 8 il saldo) ma non i giudizi sugli ordini (da -21 a -23). L’ analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie indica un miglioramento dell’ indicatore per i beni di consumo (da 98,0 a 98,2) e un peggioramento per i beni intermedi (da 103,0 a 102,2) e per i beni strumentali (da 98,2 a 97,3). Va su l’ indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione (sale a 83,2 da 81,6 di giugno). Nell’ edilizia migliorano le attese sull’ occupazione (da -22 a -14), ma peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (da -44 a -45). Sale anche l’ indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi (a 92,5 da 88,1 del mese percedente). Crescono, nel contempo, i giudizi e le attese sugli ordini (da -16 a -5 e da -10 a -7, i rispettivi saldi), mentre si contraggono le aspettative sull’ andamento dell’ economia in generale (da -19 a -23). Nel commercio al dettaglio, l’ indice del clima di fiducia sale a 101,8 da 101,4. Dati positivi che i consumatori accolgono con prudenza. «Di fronte alla grave contrazione della domanda di mercato, l’ ottimismo appare del tutto fuori luogo», LA RIFORMA commentano Adusbef e Federconsumatori ricordando che nel biennio 20122013 i consumi sono diminuiti dell’ 8,1%. «La fiducia delle imprese, specie quelle del commercio, sale perché è evidente che peggio di cosi non può andare», incalza il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Cauta Confersercenti: «Un segnale incoraggiante, ma non privo di ombre», si legge in una nota in cui si ricordano le oltre 26mila cessazioni di imprese registrate nei primi sei mesi dell’ anno. Discorso simile per il turismo, «che ha registrato oltre 9mila chiusure da gennaio a giugno e un clima di fiducia in discesa». Ma intanto l’ Abi stima «schiarite all’ orizzonte, sia sul piano economico sia su quello finanziario». Se quest’ anno, secondo il rapporto Afo, il Pil crescerà marginalmente (+0,3%), nel biennio 2015’16 la crescita dovrebbe incrementarsi dell’ 1,3-1,4%. Per le banche «ciò significa che, pur in presenza di un ammontare rilevante di crediti deteriorati, ci sono segnali di un ritorno all’ espansione dei prestiti, che tenderà ad aumentare quanto maggiore sarà la ripresa degli investimenti e la caduta della rischiosità». In particolare l’ Abi stima che gli impieghi ai residenti, scesi del 3% nel 2013 tornino in positivo (+0,6%) nel 2014 per poi accelerare (+1,6 e +2,6%) nei due anni successivi, di pari passo con la crescita del Pil.

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