29 Dicembre 2004

«Impossibile prevedere polizze per le catastrofi»

ROMA – Dopo aver consumato una tragedia epocale in termini di vite umane, il maremoto in Asia presenta ora il conto all?industria turistica. Cominciando dal fronte assicurativo dove la babele di norme e cavilli giuridici, ha già scatenato una dura presa di posizione da parte delle associazioni dei consumatori. «La stragrande maggioranza dei turisti italiani che sono partiti per le vacanze natalizie – sottolinea Andrea Giannetti, presidente di Assotravel – non potevano nemmeno lontanamente prevedere un disastro epocale di questa portata in paradisi naturali come la Thailandia o le Maldive, e quindi non hanno inserito nella propria assicurazione la clausola contro i disastri naturali. Quasi tutte le polizze assicurative, se si esclude l?uscita forzata da un paese in caso di sommosse o rivoluzioni – spiega Giannetti – non hanno infatti una formula in grado di coprire tutti i rischi, anche perchè i costi salirebbero alle stelle provocando una rinuncia da parte degli utenti». E quindi ? «Anche se il cliente stipulasse una polizza per conto proprio, in assenza di una clausola di copertura per eventi eccezionali, ci sarebbero problemi per quanto concerne il risarcimento dei danni materiali. In ogni caso, la questione più urgente riguarda quelli che devono partire, un nodo che può essere risolto cambiando la vacanza o restituendo il denaro».
Le associazioni dei consumatori rivendicano però maggiori garanzie. Come dovranno regolarsi, per esempio, i turisti che hanno prenotato esclusivamente il volo di andata e ritorno, rispetto a chi ha acquistato il pacchetto completo ? Se l?Aduc consiglia di chiedere il rimborso al vettore aereo, il Codacons parla di «rimborso integrale» per chi sarebbe dovuto partire entro il 6 gennaio «perchè una delle consizioni è il ripristino completo della sicurezza»; l?alternativa può essere un cambio di data o un bonus. E mentre l?Astoi (l?Associazione dei tour-operators) già prevede un buco sui bilanci delle aziende turistiche, di 100 milioni di euro e un calo del fatturato del 30%, per i colossi del settore (Gruppo Ventaglio, Viaggi dell?Elefante, Grandi Viaggi, Valtur), l?impegno prioritario è riportare i vacanzieri a casa e parare il colpo con meno danni possibili. Senza invertire cioè il trend favorevole che ha visto finora 400 mila italiani nel 2004 scegliere l?Asia come meta turistica. Per l?Ania, bisogna distinguere tra i danni alle cose e quelli alle persone. Se le assicurazioni sono pronte a risarcire le strutture alberghiere, nel secondo caso occorre invece che nella polizza venga inserita una clausola specifica «anche se – sottolinea con forza l?associazione imprenditoriale – ci sono assicurazioni come la Mondial, la più grande assicurazione per tour-operator, che si sta mostrando sensibile ai risarcimenti al di là delle normali competenze».

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