21 Marzo 2008

Impossibile garantire la sicurezza stradale

Omicidio colposo plurimo, guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. Sono questi i reati contestati a Friedrich Vernarelli, il 32enne che martedì notte, nei pressi di Castel Sant’Angelo, ha investito e ucciso con la sua auto Elizabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins, le due turiste irlandesi in visita a Roma. Friedrich ha rinunciato agli arresti domiciliari e adesso si trova nel carcere di Regina Coeli, dove ieri è stato interrogato dal gip Luisanna Figliolia. Ha ricordi confusi di quella sera, ma ciò che è certo è che si trovava alla guida in stato d’ebrezza. Inoltre è emerso che al giovane era già stata sospesa la patente il 20 aprile 2005, per un’infrazione al codice della strada. "In ordine a tale circostanza", si legge nel provvedimento del gip, "Vernarelli non ha saputo riferire alcunché di preciso, dichiarando che probabilmente si trattava di un’infrazione al codice della strada per eccesso di velocità". Friedrich inoltre potrebbe aver assunto sostanze stupefacenti, la notte dello schianto. Questa ipotesi emerge dall’ordinanza di custodia cautelare del gip: "Dalla certificazione del pronto soccorso risulta come Vernarelli fosse totalmente cosciente. Il sanitario ha altresì verificato come Vernarelli presentasse pupille miotiche, circostanza questa che sia pur ipoteticamente potrebbe far supporre l’assunzione pregressa di sostanze stupefacenti". E nella Capitale intanto si parla di sicurezza stradale, si cercano i responsabili e i vigili urbani finiscono sotto accusa. Tra i primi a chiedere spiegazioni c’è il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che proprio ieri ha organizzato, in viale delle Milizie, una rilevazione della velocità di macchine e moto in prossimità delle strisce pedonali. "La magistratura indaghi sui vertici della polizia municipale e sugli addetti alla vigilanza di quella zona che erano in servizio la sera dell’incidente", ha dichiarato Rienzi. "Bisogna sapere cosa stava facendo la pattuglia di turno perché", ha continuato il presidente del Codacons, "se non stava svolgendo il proprio dovere è corresponsabile in omicidio colposo per l’articolo 40 del Codice penale, che prevede che chi non impedisce un evento ed ha l’obbligo di evitare che accada equivale a cagionarlo". Non è tardata la risposta di Alessandro Marchetti, il segretario generale aggiunto del Sulpm, il Sindacato unitario lavoratori polizia municipale, che ha spiagato che "Nel 2007 la Polizia Municipale di Roma ha rilevato 29.892 multe per eccesso di velocità (art. 142 Cds). E questo nonostante abbiamo solo 22 autovelox e come è noto da anni abbiamo una dotazione organica ridotta a meno della metà di quella che dovremmo avere". Una denuncia, quella di Marchetti, che delinea una situazione grave, ovvero pochissimi fondi destinati al controllo e alla sicurezza stradale. Secondo i vigili urbani, quella di Lungotevere è una tragedia annunciata, solo l’ultima di una lunga serie di incidenti che frequentemente avvengono nella Capitale. Circa un anno fa, infatti, il Sulpm aveva già lanciato l’allarme e aveva chiesto all’allora sindaco di Roma Walter Veltroni di intervenire con poteri speciali. Un problema sociale, quello della sicurezza stradale, che se non altro poteva essere arginato con l’applicazione di più autovelox su Lungotevere e il montaggio di pannelli di sensibilizzazione, con la conta delle morti, sulla scia di quello che già accade in autostrada.

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