18 Aprile 2019

«Impossibile evitare ritocchi all’ imposta» A rischio l’ impianto della legge di Bilancio

il retroscena Michele Di Branco«Evitare l’ aumento dell’ Iva è francamente impossibile: stiamo ragionando su un compromesso». Una fonte politica del ministero dell’ Economia riconosce che i 23,1 miliardi di euro che servono per neutralizzare l’ aumento dell’ imposta sui consumi, a partire dal 2020, sono una montagna troppo alta da scalare. Non solo è una somma enorme, ma comprometterebbe l’ impianto della prossima legge di Bilancio costringendo il governo ad accantonare ogni progetto di riduzione delle tasse. A cominciare dalla Flat tax, tanto desiderata dalla Lega. Per questa ragione, sull’ asse Palazzo Chigi-Tesoro si fa strada l’ ipotesi di una soluzione bilanciata. In poche parole: rimescolamento delle tre griglie dell’ Iva, con aumento selettivo di alcuni prodotti, lasciando inalterate le aliquote su altri beni. Com’ è noto l’ Iva, governata dalle regole europee, è strutturata su tre livelli: un’ aliquota ordinaria al 22% e due ridotte al 4 e 10%. L’ aliquota minima del 4% è applicata alle vendite di generi di prima necessità, tra cui gli alimentari, ed è per sua natura inattaccabile in quanto la sua moderazione serve a proteggere il cosiddetto “carrello della spesa”. Dunque, l’ operazione di rimodulazione dovrebbe riguardare l’ aliquota ordinaria e quella ridotta del 10%, riservata tra l’ altro ai servizi turistici, e ad alcune operazioni di recupero edilizio. Il governo sarebbe tentato dall’ idea di rimescolare le carte spostando alcuni prodotti da un livello di tassazione a un altro per lasciar salire l’ aliquota su determinati beni. Nel mirino, ci sarebbero alcuni prodotti di importazione. Anche se il tema è delicato e servirebbe l’ ok di Bruxelles. A questa operazione, nel tentativo di reperire coperture, il governo affiancherebbe un taglio delle tax expenditures, le agevolazioni fiscali attraverso cui imprese e cittadini riducono il peso delle tasse da pagare. L’ 80% dei bonus (detrazioni e deduzioni) è intoccabile in quanto riferito al carico su pensioni, lavoro e famiglia, ma una buona fetta di sgravi potrebbe essere aggredita. Tornando all’ Iva, secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio, se l’ imposta dovesse aumentare, questo si tradurrebbe in 382 euro di maggiori tasse a testa e in 889 euro in più a famiglia. E tra le varie analisi c’ è anche chi, come il Codacons, stima una stangata superiore, 1.200 euro, per le tasche delle famiglie. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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