4 Luglio 2012

“Impossibile bloccare le tariffe”

“Impossibile bloccare le tariffe”

passera: “il governo non interverrà, non avrebbe senso”. monti alle authority: verificate i piani di investimento.

Bloccare per 18 mesi tutte le tariffe, dall’ acqua alla luce, dal gas ai telefoni, passando per ferrovie ed autostrade? Bello, soprattutto se si considera che quest’ anno la bolletta elettrica è già cresciuta del 16,2% e quella del gas del 14,9%, che le autostrade in due anni sono rincarate quasi del 13%, l’ acqua del 16 e le ferrovie del 12 per cento, ma praticamente impossibile. Il progetto, approdato lunedì sera al tavolo di palazzo Chigi, attorno al quale Monti e diversi ministri stavano discutendo di spending review, è stato subito bocciato e stralciato dalla bozza di decreto su iniziativa dello stesso premier e del ministro dello Sviluppo economico. Le ragioni le ha spiegate ieri alla Camera lo stesso Passera: «Non si può intervenire su blocchi di tariffe che non avrebbero senso da nessun punto di vista, nè di mercato, nè di contratti, nè di buon senso». E da palazzo Chigi fonti del governo quasi in contemporanea confermavano che non c’ è alcun decreto di blocco delle tariffe in arrivo. Un intervento del genere, già tentato in passato da altri governi, andrebbe infatti contro leggi in vigore, contratti, convenzioni in essere con le società concessionarie, per non dire che un blocco dei prezzi, ad esempio sul fronte dell’ energia, impedirebbe di far scendere i listini a fronte del calo delle quotazioni del greggio come sta avvenendo in queste settimane. Per non dire poi dell’ effetto rimbalzo sull’ inflazione che una mossa del genere produrrebbe una volta finito il blocco. «Sarebbe come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati» commentava ieri il Codacons. «La norma blocca-tariffe avrebbe per i cittadini il solo effetto di spostare gli oneri più avanti nel tempo il che porterebbe a un incremento delle tariffe negli anni successivi» dichiarava a sua volta l’ ex sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia. Per tutte queste ragioni il progetto, attribuito da qualcuno al Tesoro e da altri ad ambienti parlamentari con l’ avvallo pare dei tecnici di palazzo Chigi, è ritornato nel cassetto. Questo non significa che il governo non si voglia applicare alla questione tariffe, anzi. Ma lo fa in senso diametralmente opposto. Proprio ieri, infatti, Monti ha scritto alle authority che hanno competenza sulle tariffe ed ai vari ministeri per «verificare in che modo i meccanismi di determinazione delle tariffe incentivino l’ effettiva realizzazione degli investimenti da parte dei gestori». Il governo, scrive il presidente del Consiglio, infatti «considera un elemento qualificante delle proprie linee fondamentali di politica economica, lo sviluppo delle infrastrutture, il potenziamento delle reti e il rilancio degli investimenti pubblici e privati». E giunti a questo punto, come ha spiegato Passera alla Camera si tratta di «forzare i lavori dei concessionari» perchè, «se è chiaro che non si può intervenire su blocchi di tariffe è altrettanto chiaro che dove i concessionari si sono presi degli impegni non possono trovare scuse per non onorarli». «Non sto dicendo che tutti o molti lo fanno», ha precisato poi Passera, ricordando però che «noi abbiamo messo un capitolo nell’ agenda per la crescita del capitolo infrastrutture per andare ad accelerare i lavori che sono di competenza per non dire di obbligo dei concessionari per gli impegni che si sono presi a fronte di aumenti tariffari». Nonostante le smentite e le precisazioni per tutte le utility quotate a Piazza Affari ieri è stata una giornata di sofferenza: Snam ha perso il 2,4%, Terna il 2,1 (ma a metà mattina scendeva del 3,9%), Enel l’ 1,18%, Atlantia (Autostrade) lo 0,68. Del resto, secondo uno studio di Intermonte un eventuale blocco delle tariffe potrebbe incidere per il 15% sull’ utile per azione 2013 di Terna mentre per Snam si arriverebbe al 13%. Il progetto, inserito in una prima versione del decreto sulla spending review è stato accantonato Giornata difficile in Borsa per le utility nonostante le smentite: Terna -2,1, Snam -2,4, Enel -1,18 per cento.
paolo baroni

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