27 Gennaio 2003

Impianto di riscaldamento e trattamento Iva sul gas




È noto che gli utenti che utilizzano un impianto a gas per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, nonché per gli usi di cucina, pagano il 20 per cento di Iva su questa tipologia di consumo.
Infatti, in presenza di un unico contatore, la percentuale Iva sui consumi viene calcolata tutta al 20 per cento, senza fare distinzioni tra il consumo per riscaldamento e quello per uso domestico. Ciò comporta una penalizzazione per l?utente, in quanto le aliquote di Iva sono del 20 per cento per il gas per riscaldamento, ma del 10 per cento quello per uso domestico.
È evidente che questa situazione con contratto e contatore unico porta vantaggio alle casse dello Stato, ma è ingiusta e ambigua, in quanto non dovrebbe essere applicata quanto meno nei mesi estivi, quando il riscaldamento è, evidentemente, spento. Essendo poi i Comuni, in virtù del Dpr 412/93, a stabilire le date di accensione e spegnimento degli impianti termici, è facilmente calcolabile il periodo dell?anno sul quale calcolare l?Iva al 10 per cento, ma anche, per differenza, la quota sufficientemente realistica su cui applicare tale percentuale anche nei mesi invernali.
Molti utenti hanno inviato la richiesta di ricalcolo alle aziende erogatrici fin dal luglio scorso. Le Associazioni dell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno depositato una proposta di legge di iniziativa popolare, per rivedere le aliquote Iva in basso, sulla quale si devono raccogliere 50 mila firme sull?intero territorio nazionale e per questo si invitano gli utenti a recarsi presso gli uffici dei Comuni di residenza per sottoscrivere tale proposta.

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