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10 Agosto 2019

Immobili, prezzi bassi e tassi ai minimi storici «Il momento d’ oro durerà soltanto un anno»

IL CLIMA di incertezza politica non aiuta, eppure per accendere un mutuo è il momento migliore. Ne è convinto Silvano Bartolini, consulente creditizio e finanziario che collabora con il Codacons Toscana. E’ tempo di chiedere un prestito per l’ acquisto di una casa? «Senza dubbio. Gli immobili hanno prezzi stracciati e i tassi sono ai minimi storici, con un’ ulteriore flessione registrata tra giugno e agosto. Per un mutuo medio a 20 anni il tasso fisso è sotto l’ 1,30, il variabile va dallo 0,60 allo 0,80. Una situazione che, vista la politica espansiva decisa dalla Bce, è destinata a durare almeno un anno». Perché, allora, la domanda dei mutui è in calo? «Le famiglie sono scoraggiate; le banche sono molto selettive. Gli istituti di credito vogliono essere sicuri che la persona che chiede il mutuo lavori in una buona azienda e che abbia un reddito mensile dimostrabile». Essere proprietari di più immobili non serve? «No, neanche se sono ville o castelli. Le banche guardano solo alle entrate e alla provenienza delle stesse. Così i mutui sono sicuri per i dipendenti statali, ad esempio. I lavoratori autonomi, i liberi professionisti trovano invece molta difficoltà ad ottenere credito». I prestiti personali e finalizzati invece aumentano… «E questo non è affatto un buon segno. Significa che le famiglie sono in difficoltà e rischiano di indebitarsi, in una spirale pericolosa che porta a chiedere sempre più finanziamenti, fino a quando il sistema creditizio lo consente. Si chiedono prestiti per i viaggi, per le cure estetiche, per il telefono di ultima generazione. Anche per cose superflue, dunque». Qual è la soglia oltre la quale una famiglia rischia di indebitarsi? «La somma delle rate dei prestiti personali non deve superare mai il 40% delle entrate mensili, altrimenti non si riesce a vivere né a ripagare il debito. Il che porta spesso le persone ad andare oltre, a chiedere altro denaro, prima con la cessione del quinto dello stipendio, che ‘mangia’ un altro 20% di entrate, quindi con la delega o il doppio quinto, per un altro 20% che se ne va». Quali sono i migliori prestiti personali? «Quelli che hanno il Taeg attorno al 6%. Anche i tassi dei prestiti personali sono diminuiti. Un anno fa un buon Taeg era al 9-10%. Si è scesi di tre punti percentuale, perciò. sempre se si sta attenti a non indebitarsi, anche i prestiti sono diventati convenienti. L’ importante è tenere d’ occhio il Taeg, che è il tasso annuo effettivo globale che indica il costo totale del prestito, comprensivo delle spese». Mo.Pi.

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