18 Aprile 2011

Immigrati, ripreso il passaggio in Francia. Farnesina sul blocco: episodio chiarito

Ventimiglia, 18 apr. (Adnkronos/Ign) – Dopo il blocco dei treni di ieri tra Italia e Francia, che ha impedito per alcune ore agli immigrati con il permesso di soggiorno temporaneo di varcare la frontiera di Ventimiglia, prosegue il passaggio di nordafricani, muniti del documento, iniziato venerdì scorso.
Alcuni di loro sono poi stati rimandati indietro. Nessun disagio viene segnalato alla circolazione ferroviaria. Situazione sotto controllo anche all’interno del centro di accoglienza. "Circa 150 immigrati hanno dormito la scorsa notte nel centro di accoglienza temporaneo e di transito di Ventimiglia – spiega il direttore del centro Stefano Zerbone – Alcuni di loro sono andati a ritirare il permesso di soggiorno, altri sono in stazione per vedere come partire, e altri ancora in giro per la città".
Il commissario europeo agli Affari interni Cecilia Malmstroem, riferendosi alla chiusura temporanea delle frontiere con l’Italia, ha osservato che le autorità francesi "apparentemente hanno il diritto di farlo". "Abbiamo ricevuto una lettera questa mattina da parte delle autorità francesi", ha detto la Malmstroem, in cui spiegano che le misure prese al confine con Ventimiglia sono state adottate per "motivi di ordine pubblico" e che si è trattato solo di una "interruzione temporanea" della circolazione ferroviaria, tanto che "ora il traffico scorre normalmente". Per questo, secondo Bruxelles, quanto fatto domenica da Parigi "non rientra sotto il regolamento Schengen" e, di conseguenza, "a quanto pare la Francia ha avuto il diritto di farlo", ha sottolineato la commissaria Ue. "Incoraggiamo le autorità italiane e le autorità francesi – ha aggiunto – a restare in contatto ed a risolvere il conflitto tra di loro". La Malmstroem ha poi sottolineato che "quello che manca in Europa è la leadership e la solidarietà".
Dall’Ue si fa sapere anche che l’Italia non ha per il momento ancora inoltrato alla Commissione nessuna notifica formale di lamentele per le misure adottate dalla Francia.
Per le autorità di Parigi, intanto, interviene il ministro degli Interni Claude Gueant che ha precisato: “Stiamo applicando alla lettera gli accordi di Schengen, seguendone anche lo spirito”.
In ogni caso, "l’incidente di ieri è stato poi chiarito e risolto", ha precisato il portavoce della Farnesina Maurizio Massari. Il portavoce della Farnesina spiega che con la Francia "stiamo lavorando insieme, costruttivamente, non c’è nessuna escalation di tensione, al fine di arrivare a iniziative comuni in vista del vertice italo-francese del 26 aprile".
Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini, comunque, "300 o forse anche meno simpatizzanti No global che inscenano una protesta non sono poi un grandissimo problema di ordine pubblico”. "Lo hanno interpretato così – ha aggiunto il ministro – la nostra protesta è stata particolarmente ferma e il traffico ha ripreso". Per Frattini, poi, "la Francia ha compreso bene che tutti debbono rispettare le regole europee, le regole di Schengen, l’emissione di un permesso temporaneo accompagnato da documenti di identificazione e non può bloccare l’ingresso dei tunisini".
Mentre il ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni ha espresso l’auspicio che “il vertice del 26 aprile con la Francia sia l’occasione per risolvere amichevolmente questioni che non hanno senso di continuare a permanere".
Sul caso interviene anche il Codacons annunciando “un esposto alla Procura di Imperia contro le autorità francesi, per interruzione di pubblico servizio”.
E’ polemica, intanto, a Lampedusa dopo la perquisizione e l’identificazione di alcuni giovani appartenenti al Forum antirazzista di Palermo e delle Brigate di Solidarietà Attiva, avvenute nella tarda serata di ieri nei pressi della stazione marittima, dopo la fuga di nove immigrati tunisini che nel frattempo sono stati rintracciati. "L’ennesima intimidazione”, dicono oggi dal Forum antirazzista di Palermo. Replica il questore di Agrigento Girolamo Di Fazio. "Alcuni attivisti tentano di avvicinarsi in continuazione ai migranti tunisini per sollecitare comportamenti illegali. Lo abbiamo visto di recente durante il rimpatrio di un gruppo di tunisini quando gli attivisti si sono avvicinati cominciando a gridare per sobillare i migranti", ha detto all’ADNKRONOS il questore.

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