Immigrati, boom di domande
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fonte:
- L`Unione Sarda
Immigrati, boom di domande Roma.
Protestano sindacati, patronati e associazioni
I sindacati, i patronati, le associazioni hanno protestato: l`invio on line delle richieste per l`assunzione dei lavoratori immigrati non ha funzionato, ha avuto gravi limiti (una lentezza estenuante) e ha privilegiato i privati. Le graduatorie – hanno detto – così non vanno, devono essere riviste, e, soprattutto, serve già a gennaio un nuovo decreto flussi perché quello attuale (appena 170 mila ingressi), lo testimoniano le domande giunte solo ieri, non basta. Infatti il sistema informatico del ministero dell`Interno ha ricevuto 352.955 domande di assunzione di lavoratori extracomunitari “pervenute con successo“: 158.572 quelle inviate da privati, 186.322 quelle inviate da patronati e associazioni. Il battesimo del nuovo sistema del Viminale, nonostante le aspettative facessero sperare diversamente, non ha eliminato le code né le ansie nella corse alle quote. Anche se davanti ad un pc, le attese sono state lunghe, di ore. L`assegnazione delle quote – hanno osservato le organizzazioni che sulla base di un protocollo siglato col Viminale hanno seguito le procedure per conto di molti aspiranti datori di lavoro – non fa giustizia dell`ordine di invio. E loro che ci hanno messo la faccia di fronte agli utenti, non ci stanno. “Le graduatorie sono da rivedere“ ha affermato Michele Consiglio delle Acli che ha ipotizzato il ricorso al sorteggio: “Il sistema ha mostrato gravi limiti. I più penalizzati sono coloro che si sono rivolti ai patronati, ossia anziani, disabili, famiglie, che hanno poca dimestichezza con il pc. � una situazione inaccettabile“. Secondo Guglielmo Loy della Uil, per il decreto flussi c`è stata la “solita fila. Il sistema informativo lavora con un` esasperante lentezza. Verificheremo nelle prossime ore se le procedure informatiche rispondono ai criteri di trasparenza e di pari opportunità che erano la conditio sine qua non per la sottoscrizione del protocollo tra Patronati e Ministero dell` Interno“. “Quasi dappertutto, i computer dei patronati, incaricati di raccogliere le domande dei datori di lavoro – ha osservato l`Inca-Cgil – non sono riusciti a trasmettere le pratiche al Viminale, e quando ci sono riusciti, il ritmo è stato di una pratica ogni 20 minuti. Sembra che non sia così invece per i privati che hanno inviato regolarmente“. Il Codacons ha denunciato che “il sito del ministero dell` interno non riceveva le domande“. Ha chiesto al Viminale un` indagine immediata e una proroga dei termini.
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