15 Aprile 2011

IMMERSIONE GIANFRANCO FINI: IL TRIBUNALE DI GROSSETO ASSOLVE TUTTI

BASTA ANDARE A GIANNUTRI E FARE UN PAIO DI TELEFONATE, E ANCHE SE VIOLI LE LEGGI SULL’AMBIENTE IL GIUDICE TI ASSOLVE

Si è conclusa con un nulla di fatto la vicenda dell’immersione vietata di Gianfranco Fini nelle acque di Giannutri. Il Gip del Tribunale di Grosseto, infatti, ha assolto tutti, disponendo l’archiviazione del procedimento.
Come si ricorderà, nell’estate del 2008 l’attuale Presidente della Camera effettuò delle immersioni nelle acque della riservatissima area protetta della Costa del Grottone a Giannutri, immersioni avvenute con la complicità di una scorta di Vigili del Fuoco. A seguito di tale episodio, il Codacons presentò una denuncia presso il Tribunale di Grosseto contro lo stesso Fini e contro i vigili che lo accompagnarono in acqua. Il Gip dispose inizialmente l’archiviazione di tale denuncia, non ritenendo sussistente e documentata alcuna fattispecie penalmente rilevante, ma la Cassazione, accogliendo un ricorso del Codacons, chiese al PM di riaprire la fase dinanzi al Gip, non avendo quest’ultimo sentito l’associazione come da procedura.
Ora arriva la decisione definitiva del Gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, che scrive nella sentenza di archiviazione:

“il fatto materiale contestato agli indagati risulta accertato nella sua verificazione, non essendo in alcun modo in dubbio la circostanza per cui il giorno 26.8.2008 veniva rilevata la presenza di un’imbarcazione nel tratto marino sito in zona 1 Giannutri località “I Grottoni” all’interno dei confini dell’Ente parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, in area in cui vige il divieto assoluto di accesso e transito dei natanti. L’imbarcazione veniva identificata come corrispondente ad un mezzo di servizio istituzionale dei Vigili del Fuoco, squadra sommozzatori.
[…] dagli atti e dalle informazioni raccolte appare credibile che gli indagati medesimi
(Capecchi Quintilio, Falciani Alberto, Scipioni Paolo, Simi Fabrizio, Tattoli Maurizio, ndr) abbiano agito ed inteso agire nell’adempimento di un obbligo di servizio, e quindi nell’adempimento di un dovere, prestando l’assistenza a loro richiesta. […]
L’attivazione da parte dell’indagato
(Simi Fabrizio, ndr) dei contatti con le amministrazioni locali, territorialmente competenti, sia pure non specificatamente competenti nella materia che occupa, appare incompatibile con la delineazione di profili anche colposi della condotta contestata”.

Grazie a questa decisione – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – chiunque voglia farsi un bagno nelle acque protette di Giannutri, potrà farlo senza correre il rischio di violare le norme a tutela dell’ambiente, purché, però, dimostri di aver fatto un paio di telefonate alla Capitaneria di porto o ad altro ente locale.
 

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