17 Giugno 2014

IMBUTO FISCALE Tasi, Imu e raffica di altre scadenze: un LUNEDÌ NERO

IMBUTO FISCALE Tasi, Imu e raffica di altre scadenze: un LUNEDÌ NERO

Oggi sarà ricordato come il giorno del caos fiscale». Così il Codacons, commentando le code di persone che si sono formate sin dalla prima mattinata alle Poste e agli sportelli bancari per via della scadenza per il pagamento della Tasi sulla prima casa, fissata per ieri in tutti i Comuni che hanno deliberato l’ aliquota. Sempre per ieri era previsto inoltre il pagamento dell’ Imu su seconde e terze case, negozi e capannoni, dell’ Irpef per le imprese, l’ Ires, l’ Irap, l’ Iva. In totale, secondo stime diffuse domenica scorsa dalla Cgia, entro ieri i contribuenti avrebbero dovuto versare ben 54,5 miliardi. «A tale ingorgo di scadenze – sottolinea il Codacons – va aggiunta la grande incertezza che regna attorno alla Tasi, alimentata dalla diversificazione dei termini di pagamento, slittati al 16 ottobre in quei Comuni che non hanno deliberato le aliquote». Una situazione che, secondo l’ associazione dei consumatori, sta creando “caos fiscale” e per tale motivo chiede ai Comuni di «non applicare penali e sanzioni ai contribuenti che pagheranno in ritardo». La situazione «di difficoltà ed incertezza determinatasi nel versamento delle tasse afferma il presidente Carlo Rienzi – è infatti imputabile unicamente alla cattiva gestione fiscale da parte della Pubblica Amministrazione, che avrebbe facilitato le cose fissando per tutti i cittadini il pagamento della Tasi al 16 ottobre». Sul piede di guerra anche Federconsumatori e Adusbef. «Aliquote differenti da comune a comune, scadenze diverse a seconda dei tempi entro cui il comune di residenza delibera, detrazioni estremamente diversificate, ma comunque inferiori a quelle disposte per l’ Imu. La nuova Tasi per ora ha prodotto un solo risultato certo: mandare nel panico 60 milioni di italiani», fannos apere in una nota. Secondo i calcoli delle associazioni, la nuova imposta peserà mediamente sui bilanci delle famiglie 231 euro, nel caso l’ aliquota sia fissata al 2,5 per mille. «In pratica si tratta di un’ Imubis», commenta Federconsumatori. Ma il vero problema, sottolinea, è che «circa 5 milioni di famiglie ora pagheranno ciò che prima, grazie alle detrazioni sull’ Imu, non pagavano». «La situazione, a causa delle mille incertezze che hanno caratterizzato in particolare le vicende della Tasi, è insostenibile», si è lamentato a sua volta Cor rado Sforza Fogliani, pre sidente di Confedilizia, commentando le code agli sportelli. «È indispensabile sottolinea Sforza Fogliani che i Comuni riuniscano d’ urgenza le proprie Giunte per deliberare, per lo meno nei circa 2200 centri in cui è dovuto entro oggi l’ ac conto della Tasi, il rinvio del termine di versamento, così da rassicurare i contribuenti sul fatto che non saranno soggetti a sanzioni». Per evitare incertezze e contraddizioni, il presidente di Confedilizia auspica poi per il futuro l’ invio ai contribuenti di «moduli di pagamento preventivamente compilati, come prevede la legge di stabilità per tutti e tre i tributi che compongono la Iuc (Imu, Tasi e Tari). I Comuni, concude Sforza Fogliani, si attrezzino e diano seguito a queste norme di civiltà già in occasione degli acconti della Tasi». Valeriano Canepari, presidente Caf Cisl e coordinatore consulta Caf, spiega: «In molti territori i Caf sono impegnati e pieni di appuntamenti per smaltire le pratiche Tasi.Anche per la compilazione dei 730 gli utenti non mancano, ma riusciamo a gestire il tutto con maggiore serenità, rispetto a quanto accaduto qualche giorno fa».
 

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