17 Luglio 2002

Imbarazzata la Cisl, opposizioni all`attacco

La Cgil: rilievi sensati I padroni: avanti così

Imbarazzata la Cisl, opposizioni all`attacco




«La Corte dei conti dice cose assolutamente sensate». Giuseppe Casadio, segretario confederale della Cgil, ribadisce al telefono con Liberazione il giudizio negativo espresso nei giorni scorsi da Corso Italia sul documento di programmazione economica e finanziaria predisposto dal governo. «Che la finanza di Tremonti fosse un po` irresponsabile e un po` fondata sulle sabbie mobili – aggiunge Casadio – per la Cgil non è una novità». Il problema è semmai di Cisl e Uil, che, nel sottoscrivere il “Patto per l`Italia“, hanno automaticamente condiviso gli obiettivi di politica economica contenuti nel Dpef. «Non lo sostiene la Cgil – precisa Casadio -, basta leggere l`accordo: c`è scritto almeno tre, quattro volte».
Comprensibile perciò l`imbarazzo della Cisl, ormai costretta dai suoi errori a difendere l`indifendibile. L`ingrato compito tocca a Savino Pezzotta. La manovra predisposta dal Governo avrà pure «in sé delle debolezze», osserva il segretario generale della Cisl, ma non serve a niente prendersela con il ministro Tremonti. «La vera incertezza resta la crescita dell`economia che dipende – sentenzia Pezzotta – non solo dall`andamento del nostro Paese, ma anche dai movimenti internazionali, in Europa e negli Stati Uniti».

Resta il fatto che questo governo ha “comprato“ il sì di Cisl e Uil al “Patto scellerato“ mettendo in tavola un “piatto di lenticchie“ costituito da sgravi fiscali per 5,5 miliardi di euro più i 700 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali. Anche ammesso che queste cifre trovino ospitalità nella finanziaria, a questo punto è evidente che Tremonti dovrà trovare una maniera per fare quadrare i conti: che ne sarà della sanità e delle pensioni? Qui Pezzotta diventa più prudente: «Dobbiamo evitare enfasi e trionfalismi – avverte intervenendo al consiglio generale della Cisl di Como – e non attribuire all`accordo valori superiori rispetto ai suoi contenuti, soprattutto in questa fase delicata». Difficile anche una ripresa del dialogo con la Cgil. Ieri la Cisl Toscana ha di nuovo denunciato episodi di “intolleranza e arroganza“ ai suoi danni. «Non capisco a cosa ci si riferisce – replica Luciano Silvestri, segretario regionale della Cgil – forse alla intolleranza e alla arroganza di chi dopo avere firmato un accordo che riguarda milioni di lavoratori, in stragrande maggioranza non iscritti alla Cisl, pretende di non sottoporre la propria decisione al voto di quei lavoratori per i quali si è deciso. Alla faccia della democrazia». Nessun dubbio invece sul fatto che il Patto per l`Italia sia parte integrante del Dpef. «Firmi uno, prendi due, questo ha chiesto ed ottenuto il governo, non vedo perché arrabbiarsi tanto – conclude Silvestri -, se qualcuno lo ricorda».

Chi non ha motivi per lamentarsi sono i padroni: il tasso d`inflazione programmato all`1, 4% va infatti nella direzione di tenere bassi i salari mentre lo smantellamento dell`articolo 18 è garanzia di licenziamenti facili. Il Dpef, insieme al patto per l`Italia, ha così ricevuto ieri un sostanziale via libera dalla Confindustria. Stefano Parisi ha ricordato ai sindacati che il tetto di inflazione programmato «non si discute», precisando che «o si è dentro al patto del luglio `93 o si è fuori»; nel primo caso bisogna «condividere» gli obiettivi, altrimenti «si fa come la Fiom e si sta fuori dalla politica dei redditi». Gli industriali tuttavia non si accontentano e tornano a chiedere tagli alla spesa sanitaria, attirando le ire dei consumatori. In difesa del servizio sanitario nazionale, «una delle conquiste più qualificanti del nostro paese», si schierano Adoc, Adusbef, Codancos e Federconsumatori, che criticano il metodo «confuso e improvvisato» con cui il governo ha presentato il Dpef e denunciano la totale assenza di confronto con l`intesa dei consumatori.

Anche l`opposizione va all`attacco: «A solo una settimana dalla presentazione del Dpef, i numeri illustrati del governo sono stati completamente smentiti dai magistrati contabili e dal nostro istituto nazionale di statistica», afferma compiaciuto il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, ex ministro dell`industria. Rincara la dose il segretario dei Ds Piero Fassino, secondo il quale i rilievi della Corte dei Conto sono «l`ennesima riprova che la politica economica del governo Berlusconi è fondata sui trucchi».

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