Ilva, verso l’anticipo della fermata all’Afo 4
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Ripartenza slittata di Afo2 mentre per l’altoforno 4 c’è la seria ipotesi di una fermata anticipata a causa delle prescrizioni Aia in ritardo. La riunione tra l’ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli e i sindacati metalmeccanici tenutasi ieri mattina a Taranto conferma il quadro descritto su queste pagine. C’è un rinvio anche sul fronte giudiziario: il Tar di Lecce, infatti, si pronuncerà nei prossimi giorni sul ricorso promosso da ArcelorMittal contro l’ordinanza del Comune di Taranto sulle emissioni inquinanti. Nel corso dell’animata udienza di ieri, il Codacons ha spiegato gli effetti letali dei gas emessi dal camino dell’acciaieria per il quale il sindaco di Taranto adottò il provvedimento – impugnato dall’azienda – imponendo ai gestori l’individuazione e il superamento delle criticità derivanti da fenomeni emissivi dello stabilimento siderurgico. Innanzitutto, la questione dell’altoforno 2. L’impianto è fermo da marzo 2020 per una decisione aziendale legata alle misure di prevenzione di contagio da Covid 19 e alla crisi di mercato contestuale. Dieci mesi dopo, la ripartenza era prevista per il 26 gennaio: nel frattempo sono stati realizzati i lavori di messa a norma dovuti all’incidente che nel 2015 causò la morte di Alessandro Morricella (da allora è sequestrato ma, dopo un iter complesso, è stata concessa la facoltà d’uso L’amministratore delegato Morselli e il direttore delle Risorse Umane Arturo Ferrucci hanno spiegato ai sindacati il motivo dello slittamento scaturito da una problematica tecnica della macchina a forare. Tuttavia è stata avviata la procedura di preriscaldo del forno e si attende un riscontro dai Commissari Straordinari di Ilva in As, proprietaria degli impianti, che hanno gestito le opere di riammodernamento previste dalla Procura di Taranto. Il riavvio dovrebbe essere ritardato solo di alcune ore. Discorso più complesso per Afo4 Proviamo a fare chiarezza: la prescrizione numero 6 dell’Aia riguarda la chiusura dei nastri trasportatori collegati appunto all’altoforno 4. Tra Am Italia e ministero dell’Ambiente si è innescata una querelle giudiziaria sui tempi. Il Tar del Lazio ha dato ragione al dicastero che imponeva il rispetto della deadline del 31 gennaio secondo l’azienda assolutamente impossibile da rispettare. La stessa Direzione Generale del ministero dell’Ambiente ha inviato una comunicazione ad ArcelorMittal all’interno della quale sono contenuti i motivi che ostano la domanda di proroga. Una fermata manutentiva straordinaria per Afo4 era prevista per marzo ma, viste le circostanze, potrebbe essere anticipata a iniziare dal 31 gennaio. Fim, Fiom, Uilm e Usb “esprimono forti perplessità per le tante incognite che continuano a emergere rispetto alla questione ambientale, futuro assetto societario di ArcelorMIttal e al piano industriale e occupazionale. È del tutto imbarazzante il silenzio del governo che in questi mesi ha evitato qualsiasi tipo di confronto sul futuro di Taranto. La vertenza ex Ilva continua ad avere continui stop and go ed è indubbiamente una conseguenza dovuta all’assenza di chiarezza e trasparenza, da parte del governo, che ha prodotto una stallo che dura ormai da troppi anni”. Le organizzazioni sindacali hanno in più occasioni denunciato l’assenza di programmazione di interventi manutentivi sugli impianti e ritardi in merito all’applicazione delle prescrizioni previste dall’Aia che necessitano di un approfondimento anche con Invitalia, futuro azionista al 50% di ArcelorMittal “Riteniamo inammissibile continuare a rincorrere notizie e soprattutto continuare a far vivere una fase di incertezza a migliaia di lavoratori e alla città di Taranto che attende, ormai da troppo tempo, la fine dei lavori previsti per il risanamento ambientale” concludono i metalmeccanici.
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