30 Luglio 2012

ILVA: TARANTO; CODACONS, DEPOSITATA DENUNCIA CONTRO MINISTRI

ILVA: TARANTO; CODACONS, DEPOSITATA DENUNCIA CONTRO MINISTRI

(ANSA) – TARANTO, 30 LUG – Il Codacons, in merito alla vicenda dell’Ilva, ha presentato oggi alla Procura di Taranto la propria nomina di parte offesa in qualità di associazione ambientalista e un esposto in cui si chiede di estendere le indagini anche nei confronti dei Ministeri dell’ambiente e della salute, nelle persone dei Ministri che si sono succeduti negli anni, e degli enti locali territorialmente competenti. Il Codacons, in particolare, sottolinea nella denuncia “la gravissima omissione delle istituzioni italiane, centrali e locali consistita nel non aver dato alcun allarme ufficiale ma soprattutto il mancato seguito da parte delle autorità competenti, di un’adeguata campagna di informazione rivolta ai cittadini coinvolti e le azioni e gli interventi previsti nonché la violazione del principio di precauzione ripetutamente connessa al principio di informazione a favore della popolazione, appare indice di negligenza grave considerato che solo la conoscenza può consentire di adottare sistemi di prevenzione”. Il Codacons chiede che la Procura metta in campo indagini “volte ad accertare anche le responsabilità dei Ministeri e degli enti pubblici che nel tempo hanno contribuito, attraverso una omessa vigilanza e mancati interventi preventivi, a determinare la grave situazione di danno ambientale e pertanto eventuali fattispecie penalmente rilevanti quali omissione in atti d’ufficio ex art. 328 c.p., omicidio colposo ex art.589 c.p., disastro colposo ex art. 449 c.p. nonché violazione d.lgs. 152/2006 (c.d. testo unico ambientale)”. L’associazione chiede inoltre “l’applicazione dell’art. 104 bis disp. art. c.p.p., che garantirebbe al tempo stesso il sequestro degli impianti e la prosecuzione dei lavori, soddisfacendo così le esigenze delle varie parti in causa”. Parte inoltre oggi l’azione legale del Codacons finalizzata a far ottenere a cittadini, lavoratori e aziende del tarantino il risarcimento “per i gravissimi danni ambientali prodotti dagli stabilimenti Ilva e quantificabili, in base alle stime dell’associazione, in almeno 500 milioni di euro”. Tutti i soggetti che risiedono nelle aree colpite dall’inquinamento dell’ambiente e del territorio prodotto dall’Ilva possono aderire all’azione risarcitoria, telefonando al numero 892.007 (info e costi pubblicati sul sito www.codacons.it) e partecipando così alla costituzione di parte offesa nel procedimento penale aperto dalla Procura di Taranto.(ANSA).

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