20 Giugno 2018

Ilva, ora tocca a Di Maio apertura agli ambientalisti “Taranto deve respirare”

Il ministro annuncia una decisione sulla vendita entro i prossimi giorni ArcelorMittal pronto a chiudere l’ operazione ed essere operativo a luglio È ancora oscuro il futuro dell’ Ilva di Taranto. Anche al termine della seconda e ultima giornata di consultazioni avviata dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, non è ancora chiaro quale sarà la direzione che il nuovo governo giallo- blu voglia intraprendere per decidere il destino del siderurgico più grande d’ Europa. L’ unica certezza è contenuta in un video che il capo politico del Movimento 5 Stelle diffonde alla fine del giro di incontri al Mise. ” Nei prossimi giorni e settimane ci sarà una decisione da assumere – dice Di Maio nel video girato dalle associazioni ambientaliste di Taranto ricevute al ministero – I cittadini di Taranto hanno diritto a respirare e questo è un diritto che voglio garantire. Questo ministero è al lavoro per studiare tutte le carte: piano industriale, piano finanziario e anche quei dati che non erano accessibili prima”. I tempi però sono stretti, come ammette lo stesso Di Maio, visto che in teoria dal primo luglio ArcelorMittal potrebbe prendere possesso dello stabilimento, ma ” ci aspettano decisioni importanti”. Di più il ministro non aggiunge. Per conoscere la decisione finale bisognerà attendere la prossima settimana. La dichiarazione di Di Maio lascia intendere che il governo non voglia proseguire sulla strada interrotta dal precedente governo. A questo punto le strade che il governo giallo- blu potrebbe prendere sembrano due: chiusura programmata e riconversione economica dell’ Ilva, così come promesso in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle e ribadito appena un mese fa da Lorenzo Fioramonti (consulente economico di Di Maio) in un incontro a Taranto con i sindacati, oppure via libera alla proposta pugliese di decarbonizzazione dello stabilimento, il progetto da sempre propugnato da Michele Emiliano. Il governatore a 24 ore di distanza dall’ incontro con Di Maio, dal quale è uscito esultante, è tornato a ribadire che il documento consegnato al ministro contiene diversi scenari che prevedono la parziale o totale riconversione del ciclo produttivo per passare dalla produzione con il carbone a quella a gas. Sta di fatto che nella seconda e ultima giornata di incontri Di Maio ha incontrato una delegazione di ArcelorMittal, tra cui lo stesso proprietario Lakshmi Mittal. La multinazionale ribadisce di essere “pronta a chiudere l’ operazione entro il periodo concordato ed essere operativa dal primo luglio 2018″, facendo intendere che sul futuro del siderurgico sono già stati presi impegni vincolanti. ” ArcelorMittal – è scritto in una nota diffusa dal gruppo dopo l’ incontro – ha ribadito il proprio impegno per il rilancio di Ilva da un punto di vista industriale, ambientale e sociale” e “si è impegnata per un investimento totale di 4,2 miliardi di euro” tra cui ” 1,1 miliardi in conto capitale per l’ ambiente”, auspicando la possibilità di attuare prima possibile i piani ambientali e industriali ” per offrire soluzioni tangibili alle aspettative e preoccupazioni dei lavoratori e cittadini di Taranto, Genova, Novi e degli altri siti produttivi”. In mattinata era stato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a varcare le porte del Mise: ” Il ministro vuole studiare, approfondire e ascoltare, il che per noi è un buon segnale. Confidiamo in una soluzione nell’ interesse del paese” ha detto il leader degli industriali al termine dell’ incontro. Ma sono le associazioni a inchiodare il governo e i 5 Stelle alle promesse fatte in campagna elettorale. ” Siamo contenti di essere stati ascoltati – dice Luca Contrario di Giustizia per Taranto e Piano Taranto, associazioni che chiedono bonifica, risarcimento e chiusura delle fonti inquinanti – ma chiediamo risposte certe sul futuro dell’ Ilva, che siano coerenti con il mandato che hanno ricevuto i candidati M5S che hanno costruito in città il loro consenso parlando di chiusura dello stabilimento, riconversione economica, salvaguardia dei redditi e bonifiche della tutela della salute. Su questo chiediamo risposte certe”. Sulla stessa linea anche le associazioni Isde, Comitato cittadini liberi e pensanti, Tutta mia la città. ” Il ministro – conferma Tommaso Marazia dei medici per l’ Ambiente – ci è sembrato possibilista sulla chiusura”. E se il Codacons chiede di annullare gli atti del precedente governo e bandire una nuova gara per l’ acquisizione di Ilva ” in cui la gassificazione degli impianti sia una precondizione per l’ ammissibilità delle offerte”, Legambiente chiede al governo ” che le attività industriali non arrechino nuovi danni alla salute di cittadini e lavoratori e all’ ambiente”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this