23 Gennaio 2019

Ilva, memoria del ministero proposta al CdS

Il Ministero dello sviluppo economico ha depositato le proprie controdeduzioni nell’ ambito del ricorso straordinario proposto dal Codacons dinanzi al Consiglio di Stato, finalizzato ad ottenere l’ annullamento del Dpcm 29 settembre 2017 e ogni altro atto connesso e conseguente. Il ministero, nel difendere la posizione dell’ amministrazione, rigetta totalmente le tesi dell’ associazione, sostenendo che tutte le procedure e gli atti del Governo relativi all’ Ilva sono corretti e legittimi. Il Mise scrive testualmente che «secondo il ricorrente, il provvedimento impugnato di conclusione del procedimento in autotutela è illegittimo per difetto di motivazione, non avendo in particolare motivato rispetto a due quesiti posti, e precisamente sullo slittamento dei termini di attuazione del piano ambientale e sul rispetto dei termini intermedi. Tale censura è destituita di ogni fondamento, posto che il provvedimento impugnato richiama il parere dell’ Avvocatura di Stato in data 21 agosto 2018». «Per quanto riguarda l’ istanza di sospensione, si ritiene che non vi siano i presupposti per una sospensiva, posto che, in relazione a quanto sopra, non vi è né fumus né tantomeno periculum in mora. I danni lamentati dal ricorrente, in termini di danno all’ ambiente o alla salute, non possono infatti essere in alcun modo riconducibili all’ atto impugnato». «Pubblicheremo il testo integrale del documento depositato dal Mise al Consiglio di Stato, affinché tutti i cittadini di Taranto e i comitati locali possano esprimere un parere su quanto sostenuto dal ministero circa la correttezza degli atti sull’ Ilva», afferma il Codacons. Tra poche settimane il CdS si esprimerà sulla richiesta dell’ associazione e di 40 cittadini vittime dell’ Ilva di bloccare la vendita dell’ acciaieria agli indiani. ; intanto è finita sul tavolo della Procura di Taranto la denuncia.

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