28 Luglio 2018

Ilva, Di Maio convoca tutti il sindaco Melucci non ci sta

vertice al mise lunedì 30 per la nuova proposta di mittal il primo cittadino attacca: «fatti concreti, basta passerelle»
TARANTO. Tutti assieme, chissà se e quanto appassionatamente. Il ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico Luigi Di Maioha convocato il tavolo sull’ Ilva per lunedì 30 luglio alle ore 10 al Mise. Destinatari della convocazione, oltre ai vertici di Arcelor Mittal e Am Investco, i commissari straordinari dell’ azienda, i sindacati e la Confindustria, sono i rappresentanti degli enti locali, a partire dai presidenti della regione Puglia Michele Emiliano, della regione Liguria Giovanni Toti, della regione Piemonte Sergio Chiamparino e della regione Lombardia Attilio Fontana, nonché il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il presidente della provincia Martino Tamburrano. Saranno presenti anche i sindaci di Cri spiano, Massafra, Statte e Montemesola e rappresentanti di Peacelink e il Codacons. La folla di enti e persone invitate per il 30 al Ministero per lo Sviluppo Economico non fa presagire nulla di buono al sindaco di Taranto Rinaldo Me lucci. «Dopo aver cercato in vano per settimane il ministro Di Maio, apprendo – spiega il primo cittadino – finalmente di una convocazione per l’ Ilva da parte del Mise; sarebbe un fatto tutto sommato positivo. Ma sono molto seccato di verificare che commissari, Mittal e ministro stiano provando a condurre que sta delicata partita senza il propedeutico coinvolgimento della comunità tarantina. Se credono di poterci ripiombare al tempo in cui a Roma si allestivano teatrini e nelle stanze chiuse si decideva senza l’ Amministrazione Comunale di Taranto, magari nel tentativo di dare la necessaria sponda politica ad un Ministro in forte imbarazzo col suo Governo e soprattutto col suo movimento, noi non ci staremo. Non ci terremo le proteste del territorio, in molti casi giustificate, mentre loro vanno alla ricerca silenziosa del manichino da impallinare». Melucci non le manda a dire. «Cosa sarebbe questa ennesima messa in scena del tavolo del 30 luglio? Mi rammarica molto vedere che siamo tornati, con incredibile superficialità e dopo tanta confusione, indietro di mesi rispetto al lavoro ed alle conquiste istituzionali di un tavolo riferibile alle grandi peculiarità e complessità tarantine. Lo dissi a Calenda e lo ribadisco a Di Maio, è la forma per non decidere alcunché di serio, a meno che l’ attuale Ministro non abbia già qualche comunicazione definitiva da trasmettere alle nostre comunità. Io esigo di conoscere le nuove proposte in tema ambientale di Mittal, non accetterò una carrellata di fredde slide stavolta. Il Comune di Taranto non può vestire la parte del semplice auditore, al pari di chiunque. Di Maio ripristini immedia tamente un metodo corretto o il sindaco di Taranto – conclude Melucci – ne trarrà le proprie considerazioni e preparerà ogni strumento legittimo per contrastare questa nuova farsa a danno della città. Fino ad ora sono stato paziente e parsimonioso nelle parole, dinnanzi allo spettacolo penoso offerto da questo Governo, che ha cambiato innumerevoli volte priorità e idee, che ha trovato mille scuse per perdere tempo, che non è stato nemmeno capace di dire la verità ai propri elettori sull’ impercorribilità della riconversione integrale. Per noi, da sempre, l’ obiettivo è un’ industria moderna e sostenibile, non un’ Ilva a qualunque costo. Forse, per il buon esito della trattativa, l’ aver sin qui da parte nostra dimostrato equilibrio e apertura verso le posizioni di un Governo troppo distante dai nostri valori, l’ aver surrogato la truppa assente dei neo parlamentari ionici, l’ aver quasi da soli attutito l’ impeto delle frange ambientaliste più agguerrite, per consegnare a Di Maio la serenità di lavorare sul dossier, l’ aver dato tutta la leale e non pregiudizievole collaborazione a Commissari e investitori, è stato scambiato per un atteggiamento di arrendevolezza, di scarsa forza». Melucci chiude minaccioso: «Basta dirlo, siamo bravissimi anche quaggiù a dismettere i panni dei gentlemen e a scendere in trincea».

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