30 Maggio 2018

ILVA: DALLA DIFESA DEGLI IMPUTATI NUOVA RICHIESTA DI RICUSAZIONE DEL GIUDICE MISSERINI

 

DEPOSITATO ESPOSTO CODACONS PER ABUSO DEL PROCESSO. ECCO COSA SCRIVE L’ASSOCIAZIONE NELLA DENUNCIA

Nuovo tentativo di rallentare il processo sul caso Ilva. La difesa degli imputati nel processo “Ambiente svenduto” ha presentato infatti una nuova richiesta di ricusazione del giudice a latere Fulvia Misserini, con la motivazione che un teste figurerebbe già in un altro processo celebrato dallo stesso giudice.
Una tesi assurda, considerato che già tutte le richieste della difesa in tale direzione sono state rigettate dai giudici, e un tentativo di bloccare il processo al quale il Codacons si oppone, presentando una denuncia alla Corte d’Assise e alla Procura di Taranto, nonché al Ministro della Giustizia, contro i legali degli imputati, chiedendo di aprire nei loro confronti un procedimento per “abuso del processo”.
Si legge nell’esposto dell’associazione:
La distorsione a cui si fa riferimento, in ambito giuridico, si qualifica quale “abuso del diritto” che applicato in chiave processuale diviene “abuso del processo”, inteso quale esercizio improprio del potere discrezionale della Parte di scegliere le più convenienti strategie di difesa. Si tratta di una condotta caratterizzata dall’utilizzo deviato degli strumenti processuali e che costituisce per il Difensore un comportamento deontologicamente contrario alla lealtà e probità prevista, in linea generale, dall’art. 6 e più nello specifico dall’art. 23 del previgente Codice deontologico forense. Nel concetto di “istanze irrituali o ingiustificate” vi rientrano certamente anche quelle reiterate che proposte più di una volta, e senza addurre elementi di novità, costringono il giudicante ad esprimersi nuovamente su questione in realtà già decise. La disposizione di cui all’art. 6 prevedeva, infatti, il dovere dell’Avvocato di “svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza. L’avvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave”. Nel concetto di “istanze irrituali o ingiustificate” vi rientrano certamente anche quelle reiterate che proposte più di una volta, e senza addurre elementi di novità, costringono il giudicante ad esprimersi nuovamente su questione in realtà già decise”.
Per tale motivo il Codacons ha chiesto alla Corte di Assise di Taranto, nonché alla Procura e al Ministero della giustizia, di voler rilevare, come peraltro già avvenuto all’udienza dell’8 novembre 2017, ogni indebita riproposizione di questioni già decise e che concretizzano, secondo la giurisprudenza indicata dalla Corte di Assise di Taranto, un abuso del diritto così da consentire, alla Corte medesima o allo scrivente Collegio difensivo, l’immediata segnalazione dell’infrazione commessa dall’Avvocato al Consiglio dell’Ordine di appartenenza.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this