31 Luglio 2018

ILVA: CODACONS PRESENTA ESPOSTO PER TURBATIVA D’ASTA

 

CHIESTO ALLE PROCURE DELLA REPUBBLICA DI ROMA E TARANTO DI INDAGARE SUL CONTRATTO DI VENDITA

GARA DOVEVA ESSERE RIAPERTA DOPO MODIFICHE A CONDIZIONI. LO PREVEDONO TAR E CONSIGLIO DI STATO

Sul caso Ilva il Codacons presenta oggi un esposto alle Procure della Repubblica di Roma e Taranto in cui si chiede di indagare sul contratto di vendita dell’acciaieria alla luce della possibile fattispecie di turbativa d’asta.
L’iter della gara per la cessione dell’Ilva presenta numerose criticità che abbiamo deciso di portare all’attenzione della magistratura – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il termine per la definizione del piano ambientale è infatti slittato durante la procedura di gara e i tempi sono stati dilatati, una circostanza che potrebbe aver agevolato i pochi partecipanti rimasti a danno di potenziali concorrenti. Al contrario la gara, una volta modificate le condizioni, andava riaperta in modo da consentire la partecipazione di più soggetti e ampliare le proposte di possibili acquirenti a vantaggio dell’azienda e dello Stato, come previsto tra l’altro dal Tar Sicilia in una sentenza del 2017 che stabilisce che “la Pubblica amministrazione, ove ritenga che il bando di concorso necessiti di essere integrato, non può procedere a modificarlo, ma deve semmai ritirarlo in autotutela ed emetterne uno nuovo con conseguente illegittimità delle modifiche con cui si introducono ulteriori requisiti di partecipazione”.
La stessa Corte di Cassazione nel 2014 si è espressa sul funzionamento delle gare pubbliche, stabilendo che nel reato di turbata libertà degli incanti, il “mezzo fraudolento” consiste in qualsiasi attività ingannevole che, diversa dalle condotte tipiche descritte dalla norma incriminatrice, sia idonea ad alterare il regolare funzionamento della gara, anche attraverso anomalie procedimentali, quali il ricorso a prestanomi o l’indicazione di informazioni scorrette ai partecipanti, e a pregiudicare l’effettività della libera concorrenza, la quale presuppone la possibilità per tutti gli interessati di determinarsi sulla base di un corretto quadro informativo”.
Per tale motivo il Codacons ha deciso di rivolgersi alla magistratura, chiedendo di aprire una indagine sulla vendita di Ilva per la possibile fattispecie di turbativa d’asta, considerato che l’art. 353 del codice penale punisce “chiunque impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti” con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

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