17 Marzo 2015

«Illegittima turbativa di contratto» Guerra del Sert, ora indaga Cantone

«Illegittima turbativa di contratto» Guerra del Sert, ora indaga Cantone

VERONA Dal software «targato» Sert e distribuito alle Usl di tutta Italia, alle denunce. Dalle inchieste dei pm ai ricorsi davanti al Tar, passando attraverso i licenziamenti di tre medici, in primis lo «storico» direttore del dipartimento di via Germania Giovanni Serpelloni, oltre al successore, Maurizio Gomma, e al collega Oliviero Bosco. Da un colpo di scena all’ altro, quella che è stata ribattezzata «guerra del Sert» oltre a scuotere l’ Usl 20 fa registrare adesso un ulteriore intervento. È quello dell’ Autorità nazionale anticorruzione: attivato da un esposto del Codacons, che sin dall’ inizio dell’ intricata querelle ha spalleggiato i tre medici, l’ organismo presieduto da Raffaele Cantone ha chiesto tutti gli atti relativi alla vicenda. Lo ha fatto rivolgendo un’ identica istanza sia al Codacons che al dg dell’ Usl 20 in una comunicazione datata mercoledì scorso, 11 marzo, e firmata da Giuseppe Failla dell’ Ufficio Vigilanza servizi e forniture dell’ Anticorruzione. Sedici righe in cui, nero su bianco, si sollecita l’ invio di documentazione «in riscontro alla segnalazione acquisita da questa Autorità al numero 1966 del 12 gennaio 2015, con la quale il Codacons ha lamentato la violazione dell’ articolo 2 del decreto legislativo 163 del 2006 da parte dell’ Usl 20 di Verona, che avrebbe illegittimamente annullato la procedura di affidamento aggiudicata all’ impresa Studio C Group srl e, così facendo, avrebbe mantenuto il monopolio da parte della Ciditech che attualmente detiene tutti i diritti di manutenzione sulle oltre cento unità operative che usano MFP in Italia, senza peraltro aver partecipato alla gara per la manutenzione del programma, con grave danno per l’ Erario». Una richiesta di chiarimenti, quella giunta dall’ Anticorruzione, di fronte a cui il dg Bonavina non si scompone affatto. Anzi, al contrario, il direttore generale dell’ Usl 20 dichiara testualmente che «l’ Autorità Nazionale Anticorruzione ha richiesto all’ Azienda la documentazione inerente lo scioglimento di un contratto d’ appalto. Tale contratto, aggiudicato dal dottor Gomma in qualità di responsabile Serd 1, prevedeva la manutenzione centralizzata di un software per l’ anno 2014. A novembre 2014, verificato che nessuna attività di manutenzione era stata svolta dall’ appaltatore e che quest’ ultimo aveva altresì dichiarato espressamente di essere nell’ impossibilità di svolgere l’ attività, l’ Usl 20 ha provveduto a risolvere il contratto. L’ Usl 20 condivide l’ auspicio del Codacons che sulla vicenda venga fatta finalmente chiarezza». Di tutt’ altro tenore, sul fronte opposto. il commento del Codacons: «Come noto da anni il gruppo del Sert di Verona, autore del programma per aiutare i malati di dipendenze, lotta per evitare speculazioni economiche da parte di soggetti privati sul progetto da loro ideato e realizzato con fondi pubblici. Proprio tale attività ha portato al loro recente ingiusto licenziamento da parte del direttore dell’ Usl 20 Bonavina. Più volte anche alla procura di Verona erano state segnalate gravi irregolarità che favorivano una ditta privata che addirittura aveva tentato di non farla procedere per evitare di perdere posizioni di preferenza illegittimamente acquisite negli anni. È stato interrotto illegalmente e in maniera unilaterale un contratto già vinto, utilizzando come giustificazioni affermazioni non vere e smentite ufficialmente dall’ azienda vincitrice». A rincarare la dose, ieri sera, ci ha pensato proprio Serpelloni: «Resto sorpreso delle dichiarazioni dell’ Usl 20. Un fatto è certo: alla fine si è creata una condizione di vantaggio per aziende private che neppure avevano voluto partecipare alla gara per non perdere i loro privilegi, con un possibile ed apparente danno per la pubblica amministrazione. Quali siano le vere ragioni di tali comportamenti della direzione dell’ Usl 20 non ci è dato di sapere ma certamente, se l’ Anticorruzione ha deciso di intervenire, vuole dire che meritano di essere verificate e valutate nella loro legittimità. La chiarezza è quindi auspicabile anche al fine di meglio comprendere gli assurdi e sproporzionati provvedimenti illegittimamente presi nei confronti di medici per aver difeso un bene pubblico da loro ideato (software MFP) è sempre diffuso gratuitamente, da speculazioni e sfruttamenti indebiti di privati». Un muro contro muro su cui, ora, oltre ai pm tenterà di fare chiarezza l’ Anticorruzione: di qui la richiesta di visionare «copia del bando di gara/lettera di invito; copia della determina a contrarre; copia dei verbali di gara; copia del contratto d’ appalto se stipulato; copia del progetto e/o dello studio di fattibilità, più ogni altra ulteriore documentazione utile». Inchiesta al via, dunque. E, ormai, si tratta dell’ ennesima. Laura Tedesco.

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