«Il web moltiplica l’ orrore e il nostro cinismo»
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Nelle ultime ore sono state aperte decine di pagine di questo tipo ma non solo, la rete insegue pure i morti, con internet ha fatto un salto diabolico e se prima erano foto o cd e videocassette ora la diffusione di fango va miliardi in un secondo, chiunque può essere colpito? «Se questa sera vado in un bar e vedo un signore che prende il caffè con una signora e faccio una foto con il mio telefonino io posso rovinare la famiglia di quel signore e di quella signora». OOO Non si salva nessuno. «Non ci sono possibilità, ne conosco soltanto una, ed è quella di usare poco la rete e i social network. Perché quella ragazza di 17 anni violentata in una discoteca dove le così dette amiche filmavano e ridevano, quella ragazza non la salva nessuno e nemmeno le cause promosse dai suoi genitori, è una vittima dei social network». OOO E gli avvocati, le cause? Non sono un ridicolo tentativo di difesa a confronto delle corazzate mediati che che colpiscono fortissimo? «Come avvenuto in tanti altri casi di perversione web noti e meno noti in passato, questa ragazzina è emotivamente e psicologicamente rovinata dal momento che intanto è impossibile valutare quanto tempo ci vorrà in termini esistenziali per rimarginare questo tipo di ferita. Io non credo che queste battaglie si possano vincere con l’ avvocato di turno, anche se è giusto che i genitori facciano la loro battaglia legale, non credo in questa soluzione. L’ avvocato interviene quando il reato è compiuto e ora che la giustizia fa il suo corso questa ragazza avrà dovuto subire tutte le conseguenze di ciò che è accaduto: la giustizia non è rapida come internet». OOO C’ è un ruolo che la scuola dovrebbe avere in queste nuove situazioni? «Dare molto più spazio e più attenzione ai pericoli legati alla società media tica, dobbiamo meglio e più intensamente spiegare ai ragazzi delle scuole che malgrado tutto sono ingenui quali i rischi che corrono ed avere il coraggio di condannare i colpevoli». OOO Episodi di cronaca web che hanno riaperto il tema del diritto all’ oblio, si può ottenere in tempi che siano efficaci rispetto al danno subito? Secondo il Codacons in Italia sono più di 18mila le donne fra i 25 e i 35 anni che dopo aver individuato alcune foto su siti porno illecitamente riprodotte ne hanno chiesto ed ottenuto la cancellazione, ma dopo anni numerosi scatti circolano ancora. «Il diritto all’ oblio con le sue leggi di applicazione è una balla colossale per la stessa ragione per la quale la giustizia non è più tale dopo molti mesi, e il tempo trascorso fino al raggiungimento del diritto è sempre sproporzionato a sfavore del richiedente. Se l’ oblio fosse una cosa onesta da parte della rete allora dovrebbe essere immediato tanto quanto la notizia: la notizia è in circolo e io la tolgo. Se questo non avviene e si compie fra sei, nove mesi, un anno, il diritto all’ oblio è una presa in giro» OOO Si è anche detto, nei casi della ragazza che si è suicidata a Napoli e della minorenne filmata dalle compagne di scuola, che erano entrambe vittime di una società sessista: è anche questo? «Il sessismo nella nostra società esiste ed è notevole a prescindere dalla rete, ma in questo caso sembra un discorso molto stupido: coloro che hanno filmato quella ragazzina nel bagno della discoteca erano le sue amiche femmine, questa del sessismo è una vecchia storia, meglio affermare che siamo tutti sulla rete uomini, donne, ragazzi e ragazzine. E anche chi ha fatto del male a quella ragazza di Napoli e l’ ha portata al suicidio, ci sono state migliaia di donne che sono andate a vedere ma non è sessismo. Si dava per sottinteso un giudizio positivo sulle donne, ora scopriamo che le donne non sono meglio, tutti vittime del cinismo e della perversione umana». OOO Ha letto quello che una frequentatrice di social ha scritto alla fine del suo Baciami senza rete: “Se non sei nella rete sei fuori dal mondo”? «Una incredibile sciocchezza, è la frase dell’ imprenditore Zuckerberg che vende Facebook, che legittimamente vive e guadagna di social network, è chiaro che deve puntare sui ragazzi: o sei lì o sei fuori, sta vendendo la rete. Io invece credo che ci si posa baciare senza rete, che si possa vivere senza virtualità». (DP)
delia parrinello
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