23 Marzo 2020

Il voucher della discordia: agenti di viaggi nella bufera

 

Sono su due posizioni diametralmente opposte gli organizzatori di viaggi e gli hotel e i loro clienti. Il tema al centro del dibattito di questi giorni di emergenza è la possibilità di rimborsare il pacchetto di viaggio o il soggiorno in hotel attraverso un voucher che potrà essere utilizzato per pagare una successiva vacanza. Il sistema, introdotto dal decreto n. 9 del 2 marzo scorso all’ Art.28, comma 9, viene enunciato in maniera in effetti un po’ sibillina: “Il rimborso può essere effettuato anche mediante l’ emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’ emissione” si legge. E sul ‘può’ si apre lo scontro. In mezzo ai due litiganti, le agenzie di viaggi, che si sentono proporre da hotel e organizzatori il sistema del voucher e hanno di fronte clienti che, invece, chiedono un rimborso pecuniario. A dare manforte a questi ultimi anche il Codacons e le altre associazioni dei consumatori, che si appellano all’ Antitrust. In questo ruolo stretto fra l’ incudine e il martello, l’ agente di viaggi deve destreggiarsi con c lienti magari storici , ai quali vuole riservare un trattamento che permetta di riprendere le relazioni in un momento più favorevole e con fornitori che invece si puntellano sui diritti. Perché non si tratta di cavillare sui decreti e sulle leggi: se nel commercio il cliente ha sempre ragione, nelle agenzie di viaggi, che vendono servizi e forse persino sogni, questo è ancora più vero.

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