Il voto pesa nella borsa della spesa
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fonte:
- Il Gazzettino
Il voto pesa nella borsa della spesa
Adiconsum: neutralità. Il “Movimento“ guarda all`Unione “ma anche con Alemanno abbiamo lavorato bene“
Mestre Essere consumatori ai tempi dell`euro è diventata una battaglia quotidiana: carovita ed erosione del potere d`acquisto degli stipendi hanno messo in prima linea gruppi e movimenti. E li spingono ora a nette prese di posizioni sui programmi dei due schieramenti in lizza per le Politiche, se non ad esplicite indicazioni di voto.L`Adiconsum, espressione della Cisl, ha scelto la neutralità. “Nessuna indicazione di voto – dice il segretario generale veneto Valter Rigobon -. Ci teniamo alla nostra autonomia“. L`associazione difesa consumatori, che nella regione conta circa 11mila aderenti, non per questo ha risparmiato le critiche al Governo: “Con l`euro e gli effetti degli aumenti dei prezzi di benzina e gasolio, il potere d`acquisto si è drasticamente ridotto – dice Rigobon -. Un costo che per ogni famiglia veneta si può quantificare dai 300 ai 700 euro in più all`anno, con punte di 1000“. Ma in questi 5 anni c`è stata anche l`emergenza legata ai risparmiatori, ai crack Parmalat e Cirio, alla vicenda dei bond argentini. “Solo nella nostra regione abbiamo seguito 1800 investitori che stanno cercando un accordo con le banche per rientrare almeno in parte dei loro soldi – spiega Rigobon -. Siamo pronti alle denunce se non si trova una soluzione compromissoria“. Al nuovo governo Adiconsum chiede “la tutela del risparmio introducendo la class action, l`azione collettiva in sede processuale per tutelare gli interessi diffusi. E una maggior concorrenza per quanto riguarda i servizi a rete. Ci aspettavamo una riduzione del costo delle bollette, specialmente nel settore della telefonia, che non c`è stata“. Un`esplicita indicazione di voto arriva invece dal Codacons, quattromila veneti iscritti. “Pur essendo battitori liberi in politica, ci siamo espressi a favore del centrosinistra perchè veniamo da anni terribili per i consumatori“ dice il presidente regionale Franco Conte, consigliere comunale a Venezia nel gruppo misto. Una posizione che in alcune circoscrizioni è sfociata nella presentazione della Lista Consumatori in appoggio a Prodi. Il suo simbolo però non si troverà sulle schede elettorali nel Nordest dove non si è fatto in tempo a raccogliere le firme. “La nostra posizione non è ideologica – assicura Conte – ma deriva dalla totale assenza di una politica di tutela dei consumatori in concomitanza agli effetti collegati all`introduzione dell`euro. E dalla sostanziale assenza del Governo sulle vicende dei bond argentini e Parmalat. Ciò ci ha portato alla conclusione di non poter ridare fiducia alla Cdl e di auspicare un`alternanza di governo“. Il Codacons oltre alla “class action“ chiede un sottosegretario per i consumatori. “O comunque una delega visibile – dice Conte – che consenta di inserire i rappresentanti delle associazioni nei luoghi in cui si decidono le politiche dei prezzi, quelle dei servizi e la tutela dei diritti. E non perchè vogliamo essere determinanti nelle decisioni ma per garantire trasparenza“. Anche l`Intesa dei Consumatori, il cartello di cui fa parte il Codacons, è in gran parte orientata verso l`Unione: la Federconsumatori è di area Cgil e l`Adusbef ha inserito diversi suoi rappresentanti nelle liste Di Pietro. Mentre l`altra associazione aderente, l`Adoc (Uil) non si sbilancia.Ma a sinistra non tutti si schierano apertamente. Il Movimento Consumatori, affiliato all`Arci, 11mila veneti iscritti, esprime valutazioni chiare sui programmi dei due poli ma in maniera articolata e senza fare pressioni per il voto. “La difesa dei consumatori non è né di destra né di sinistra sostiene Lorenzo Miozzi, veneziano, presidente nazionale dell`associazione e siamo contrari alla presentazione di partiti dei consumatori. Certo se dobbiamo valutare i programmi diciamo con onestà che quello dell`Unione dedica più attenzione ai consumatori. Ma con altrettanta onestà dobbiamo dire che nel corso di questi 5 anni abbiamo lavorato molto bene col ministro Alemanno attento alla qualità dei prodotti e ai temi a noi vicini“. Anche il Movimento consumatori punta su una liberalizzazione di servizi per arrivare a una reale concorrenza e all`abbassamento delle tariffe. “Inoltre chiediamo un rafforzamento delle Authority anticipa Miozzi finora troppo dipendenti dal potere politico“.Posizione diametralmente opposta quella dell`Acu, l`Associazione consumatori utenti particolarmente attiva nel settore agroalimentare. “Siamo contrari alla privatizzazione dei servizi dice il segretario Giampiero Antonini -. Una buona gestione non significa competizione che, come si è visto, non comporta necessariamente un abbassamento delle tariffe né garantisce la qualità. Puntiamo quindi a destinare risorse per il miglioramento del servizio pubblico. Questo non solo nei trasporti, ma anche nella Sanità, contro il cui smantellamento continueremo a batterci. Naturalmente c`è anche l`obiettivo del controllo dei prezzi perché ormai con lo stipendio non si arriva a fine mese e per fare la spesa si fa un mutuo“. Ma dall`Acu non arrivano appelli al voto: “Non prendiamo posizione dice Antonini i consumatori non hanno colore. E non hanno governi amici“.
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