Il virus / Fase 2 in Italia
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fonte:
- Libertà
Lorenzo Attianese Ciocche sui pavimenti dei saloni, file davanti alle vetrine e gazebo aperti: l’ Italia ha ormai fatto capolino nei negozi, nei parrucchieri e in qualche bar. Ma la ‘fase 2′ di commercianti e artigiani riparte con il freno amano della crisi economica, tra aumento dei prezzi e difficoltà organizzative. Seno ve magazzini di abbigliamento su dieci ormai hanno già le saracinesche alzate, sololametà dei mercati finora ha riaperto. Non va meglio al settore della ristorazione, che ricomincia a singhiozzo lasciando a casa per il momento il 40% dei dipendenti. Nel nuovo ciclo dopo le chiusure totali si sta comunque «entrando con cauto ottimismo esenso diresponsabilità», spiega il premier Conte, che prima di arrivare aPalazzo Chigi si è fermato di primo mattino a sorseggiare un caffè e a salutare inegozianti. Ci si rimette in pista a due velocità per adesso, almeno osservando i dati della Confcommercio. Da una parte il 90% dei negozi di indumenti che brulica nodi clienti pronti a rinnovare i guardaroba stantii della quarantena, soprattutto con intimo, camicie e scarpe. Dall’ altra i bar e i ristoranti che per il momento lasciano a casa, in cassa integrazione laddove è arrivata, 400mila lavoratori. Anche qui neilocalispuntano i divisori nell’ area cassa, quasi nessuno sui tavoli. E c’ è chi si dà da fare per ripartire in sicurezza, come i ristoranti sul lungomare di Napoli, pronti alla riapertura di giovedì, con il distanziamento riduce della metà i coperti. I bassiguadagnisono già confermati dalle stime della Coldiretti, che prevede un crollo dell’ 80% dei consumi in pizzerie, locali, trattorie e agriturismi. Torna a sorridere solo la metà degli ambulanti: la percentuale dei mercati riaperti si aggira intorno al 50% 60% del totale e Roma sembra l’ unica grande città ad essere tornata apieno regime su questo fronte. I mercati periodici sono ancora chiusiinPiemonte, Sicilia e in parte della Lombardia, compresa Milano. In Campania è consentita soltanto l’ attività di vendita dei prodotti alimentari e nel resto del Paese le aperture sono a macchia di leopardo perle difficol tà legate all’ applicazione delle misure di sicurezza. Nuoviallestimenti anche pernegozidiarredamento e di preziosi, che espongono i prodotti rigorosamente sanificati. Fase nuova, prezzi diversi e non più solo per gli alimentari nei supermercati. Lo stop di oltre due mesi ora pesa anche sui listini di diversi bar e parrucchieri, dove il caffè è arrivato acostare in alcuni casi anche il 53% in più mentre il taglio di capelli e la messainpiega sono aumentati del 25%. «Stiamo ricevendo decine di segnalazioni», spiega il Codacons. In testa alla classifica dei rincari ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo ilprezzo di caffè e cappuccino.
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