11 Dicembre 2012

Il Viminale: sì all’election day alle urne il 17 o il 24 febbraio

Il Viminale: sì all’election day alle urne il 17 o il 24 febbraio

 

Ettore Colombo Roma. Le uniche due date possibili delle prossime elezioni sono il 17 o il 24 febbraio. Parola del ministro dell’ Interno, Anna Maria Cancellieri. Il titolare del Viminale specifica, come è ovvio, che la data ultima dipenderà da quando il presidente della Repubblica scioglierà le Camere, ma soprattutto snocciola il calendario del voto: «Si potrebbe votare per le politiche e per le regionali in Lombardia e Molise, mentre per il Lazio c’ è una sentenza del Tar che, per ora, impone il voto il 3-4 febbraio». «Il governo», conferma, «sta valutando la possibilità di accorpare elezioni politiche, regionali e amministrative. Ci stiamo ragionando per verificare se ci sono le condizioni o meno». Insomma, se l’ accorpamento di politiche con le regionali di Lombardia e Molise è certo, per le comunali, conclude il ragionamento il ministro, «abbiamo contatti in corso con l’ Anci e i comuni». E tra quelli interessati al voto in primavera c’ è Roma. Per quel che riguarda il Lazio, invece, la Cancellieri spiega: «Se il Tar (che deciderà domani, ndr) stabilisse un’ altra data, saremmo felici di adeguarla all’ election-day», anche perché «accorpando le diverse tornate elettorali il risparmio è notevole». Fin qui il ministro e l’ ufficialità delle comunicazioni del governo, che oggi si riunirà. Da qui in poi, però, inizia un vero ginepraio, che è, insieme, tecnico-costituzionale e politico-elettorale. Partiamo dal voto per le Regionali del Lazio. La partita che si gioca qui è durissima. L’ autocandidatura di Francesco Storace indica la volontà del centrodestra di fare del Lazio un Ohio all’ incontrario per il Pd. In teoria, si dovrebbe votare il 3-4 febbraio, ma già due volte il governatore uscente Renata Polverini ? dopo aver tergiversato a lungo, tra le furibonde proteste del Pd e del candidato del centrosinistra, Nicola Zingaretti ? aveva fissato una data (prima il 10 marzo, poi il 10 febbraio) e per tutte e due le volte la magistratura l’ ha costretta a retrocedere. Domani, sempre davanti al Tar, si discuterà l’ ulteriore richiesta del Codacons di procedere anche in Lazio all’ election-day, come è già stato stabilito per Lombardia e Molise. Solo allora si saprà se le urne del Lazio saranno accorpate alle politiche. Ancora più complicato, e ancora più politico, il possibile accorpamento tra politiche e comunali, Roma in testa. Alle amministrative, previste in primavera in più di 600 Comuni tra cui quindici capoluoghi di provincia (complessivamente oltre 7 milioni e mezzo di italiani coinvolti), per arrivare al voto anticipato a febbraio occorre un decreto legge che anticipi la finestra elettorale per legge prevista tra il 15 aprile e il 15 giugno. E un decreto del genere, un governo dimissionario lo può approvare solo se c’ è un accordo in Parlamento. «Con l’ Anci», dice Cancellieri, «stiamo ragionando per verificare se ci sono le condizioni». Il presidente dell’ Associazione dei Comuni, Graziano Del Rio, si è detto però contrario. «Ritengo – spiega – non si debba fare troppa confusione tra politiche e amministrative. Le elezioni in febbraio potrebbero poi mettere a rischio la chiusura dei bilanci in molti Comuni». Critiche sono arrivate anche dal presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. «Il ministro Cancellieri fa incomprensibili distinguo: Lazio alle urne per conto suo, Lombardia e Molise alle urne insieme alle politiche. Perché mai?», si chiede il governatore. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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