Il video choc delle operazioni di salvataggio
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fonte:
- Giornale di Sicilia
grida, lacrime, mani che cercano un appiglio
AGRIGENTO. Mani, tante mani che cercano disperatamente di aggrapparsi a qualcosa. Poi grida, parole, invocazioni, urla a squarciagola: ultimo segno d`esistenza prima di consegnare la vita al destino così tanto crudele, e sprofondare nelle acque gelide del Canale di Sicilia. Lunedì pomeriggio per venti, lunghissimi minuti i magistrati di Agrigento sono rimasti impietriti davanti al televisore dove scorrevano le immagini del video registrato sul peschereccio Elide, durante le operazioni di salvataggio. Nessuno commento: nè del procuratore Ignazio De Francisci, nè del giovane pm Luca Venturi. Non ha fiatato neanche il procuratore aggiunto Claudio Corselli, esperto di diritto internazionale privato, nonostante già in passato si sia trovato ad occuparsi di casi giudiziari drammatici e controversi. Il video illustra i momenti concitati di tensione, gli affanni, le lacrime. Il pianto è una lunga cantilena: si ascolta fin dal primo fotogramma. I disperati sono tutti lì, ripresi occasionalmente da una telecamera. Le riprese non sono per nulla nitide, forse neanche il nastro è di buona qualità: le immagini solo di rado sono a colori, quasi sempre però perdono tono, fino al bianco e nero. Ma aiuteranno lo stesso i magistrati a capire meglio come sono andate le donne. Il video li ha ripresi tutti: saranno quaranta, e comunque non più di cinquanta. Un fotogramma è una zummata un pò sfocata sull`imbarcazione. Per sapere il numero esatto la Procura nominerà un perito che con un fermo immagine potrà contare uno per uno i passeggeri del disperato viaggio. Poi la registrazione si blocca, si ascolta un fruscio, altre urla, e le onde del mare che si infrangono con violenza sul barcone e sulle fiancate dell`Elide. In lontananza si intravede la Cassiopea, la nave della Maria Militare. Poi il buio, la testimonianza finisce qui depositando sul tavolo della Procura della Repubblica i volti e le voci di decine di “fantasmi“, quelli degli immigrati annegati a 65 miglia a sud di Lampedusa. Le indagini vanno avanti, è stato aperto un fascicolo, sulla carpettina gialla c`è solo la dicitura “ignoti“: al momento non c`è alcun iscritto nel registro degli indagati. Nei prossimi giorni verrà sentito il comandante della “Cassiopea“, Otello Orsini, denunciato dal Codacons per omissione di soccorso. Le prime accuse era state fatte dall`equipaggio dell`Elide secondo cui “la Marina avrebbe potuto fare qualcosa di più“ prima che l`imbarcazione affondasse. Ma durante l`interrogatorio fatto dai pm Corselli e Venturi avrebbero corretto il tiro evidenziando che le “condizioni del mare erano proibitive“. I superstiti, intanto sono stati portati nel centro di accoglienza di Racalmuto. Qualche problema sta creando la tumulazione dei corpi degli annegati ritrovati. Al cimitero di Porto Empedocle non ci sono loculi disponibili. Grazie alla sensibilità del sindaco Aldo Piazza potrebbero essere sepolti ad Agrigento, nel cimitero di Piano Gatta. Ma forse non c`è spazio per tutti. Ed alla Procura fanno sapere che aspettano che qualche altro sindaco si faccia avanti mettendo a disposizione dodici loculi.
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