11 Agosto 2020

Il viaggio nella Milano post-Covid Stangata su carne, frutta e verdura

caro alimentari, milano stacca tutti. e c’ è un “caso pomodori”: costano il doppio della media nazionale
MILANO di Annamaria Lazzari Una recente indagine del Codacons, analizzando prezzi e tariffe di beni e servizi a giugno, ha messo in evidenza come Milano abbia il non invidiabile primato, anche nella fase post-Covid, di essere la città con il più alto costo della vita nel Belpaese. Per acquistare frutta, verdura, carne e pesce sotto la Madonnina si spendono 109 euro – la cifra più alta in assoluto – mentre per fare la spesa degli stessi prodotti a Napoli bastano circa 72 euro e in media nella Penisola 87 euro. Al mercato di via Ettore Ponti, in zona Barona, gli ambulanti però non ci stanno a passare per «speculatori». «La verità è che i prezzi di frutta e verdura sono raddoppiati all’ ingrosso quando è partito il lockdown. I rincari, peraltro, si verificano ogni volta che i raccolti sono rovinati dalla grandine o dalla neve. Non siamo noi che lavoriamo dietro le bancarelle ad aver ritoccato all’ insù i prezzi» spiega Vincenzo Fornato, 35 anni, venditore di frutta e verdura. Nel paniere preso in esame dall’ associazione dei consumatori emerge, come anomalia tutta milanese, il «caro-pomodoro»: sotto la Madonnina costa in media quasi 5 euro al chilo (4,73 euro) contro una quotazione media nazionale di 2,37 euro al chilogrammo, praticamente la metà; in tutte le altre 17 città esaminate dall’ indagine di Codacons il prezzo è costantemente inferiore a 3 euro. L’ Osservatorio Prezzi del ministero dello Sviluppo Economico certifica che sotto la Madonnina sia il datterino ad aver viaggiato a giugno «a peso d’ oro»: la quotazione è di 6,4 euro al chilo. Secondo Fornato, però, «il datterino costa così perché la raccolta è svolta a mano ed esige particolare attenzione. Per il perino basta la metà, 3 euro al chilo». Anche con l’ insalata non si scherza. Secondo la rilevazione della Codacons a Milano costa quasi 50 centesimi in più che la media italiana: 2,47 al chilo il prezzo della lattuga contro 1,99. La varietà più salata, secondo l’ Osservatorio Prezzi, è l’ indivia riccia a 3,58 euro al chilogrammo. I peperoni a Milano costano in media 3,30 euro al chilo contro una media nazionale di 2,86 euro/kg. Fra la carne spicca il valore del petto di pollo: sarà pure una carne amica della linea ma è venduta a Milano a circa 13 euro al chilogrammo. Questo prezzo è un’ altra anomalia milanese: in media in Italia costa 10,62 euro al chilogrammo. Il problema però non è alla fonte: secondo Antonio Garavello, grossista di carni, il prezzo alla base è circa 4 euro. Il primo taglio di bovino adulto viaggia a quasi 20 euro al chilo (19,58 euro). Il prezzo medio italiano è inferiore di 2 euro: 17,48 euro al chilo. «I beni e i servizi a Milano sono un po’ più cari ma è la città ad essere più costosa di altre, inclusi gli affitti e i costi di gestione dei negozi» riflette Giuseppe Zen, titolare della Macelleria Popolare. Sarà forse questo il motivo per cui il salmone fresco costa nel capoluogo lombardo oltre 24 euro al chilo, circa 7 euro in più rispetto alla media nazionale (17,85 euro). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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